Sioux tribù indiani

Sioux Tribù Indiane Nativi Americani

Le Colline Nere o come venivano chiamate dagli indiani i Paha Sapa, al confine tra il South Dakota e il Wyoming, erano ritenute dagli indiani della tribù Sioux il centro del mondo che oltre a essere il loro rifugio e la loro riserva di caccia, erano il loro santuario dove tutti i guerrieri della tribù dei Sioux si recavano per comunicare con il Grande Spirito. Nel 1868, quelle 43 miglia quadrate di territorio, giudicate dal governo americano prive di valore, erano state assegnate ai pellerossa ma nel 1874 i visi pallidi si erano pentiti della loro concessione perchè si diceva che sulle Colline Nere ci fosse l'oro e, come sempre era avvenuto dall'arrivo dei bianchi, il Settantesimo Cavalleria venne mandato a controllare se ciò corrispondesse a verità.

Sioux tribù indiani

Sioux tribù indiani

Lo comandava il generale George Armstrong Custer che gli indiani chiamavano Pahuska, Capelli Lunghi che dopo il suo annuncio che esistevano riserve di oro immense si scatenò una invasione senza precedenti da parte prima dei cercatori seguiti subito a rotta di collo dalle truppe militari americane e la guerra cominciò. Due furono i capi tribù  indiani che guidarono la guerra uno era Toro Seduto, il suo nome originale era sachem Hunk papa e Cavallo Pazzo un guerriero della tribù Oglala, entrambi molto diversi tra loro infatti Toro seduto era saggio e riflessivo che aveva passato la vita in varie guerre e possedeva esperienza e pazienza per attuare anche i piani più complicati ma nonostante non potesse vedere i bianchi non era senza scrupoli e non usava crudeltà nelle sue scelte o verso gli sconfitti, possedeva anche una ottima abilità diplomatica che sfoggio varie volte in molti incontri con i comandanti bianchi perfino quando dovette arrendersi fece sembrare la sconfitta una vittoria. 

Tashunko Witko, Cavallo Pazzo, fu invece il guerriero più valoroso e indomito della tribù de Sioux, già a sedici anni si era distinto in una pericolosa spedizione contro i nemici mentre a diciotto aveva ricevuto più onori di quanti altri uomini ne ottengono dùrante tutta la vita era sempre il primo a lanciarsi contro il nemico anche nell'epica mischia sul Little Big Horn fu alla testa dei suoi uomini e Custer lo vide piombargli addosso dall'alto a tagliargli la ritirata. Si diceva che Cavallo Pazzo fosse invulnerabile un giorno del 1877 i soldati dei generale Crook lo raggiunsero e lo condussero a Fort Robinson: il generale voleva parlargli o così gli riferirono.

Cavallo Pazzo fu portato verso un edificio, fra due ali di indiani silenziosi e soldati armati ma quando arrivò vicino alla porta, vide che si trattava di una prigione. Balzò all'indietro e cercò di liberarsi ma un Sioux traditore lo immobilizzò e un soldato gli piantò nel corpo la baionetta allora Cavallo Pazzo cadde riverso a terra e non si rialzò mai più. Tra i Sioux l'autorità dei capi era molto altalenante infatti un capo doveva guadagnarsi ogni giorno la fiducia dei suoi seguaci, dimostrandosi in grado di soddisfare le loro necessità quotidiane e di condurli alla vittoria contro i nemici chi falliva perdeva ogni autorità. Proprio per questo la nazione Dakota era suddivisa in un gran numero di bande indipendenti raccolte intorno ai guerrieri più in gamba prestigio che derivava dalle quattro virtù dei guerriero ovvero l'audacia, la forza d'animo, la generosità e la saggezza. Essere considerati coraggiosi aveva un'importanza particolare sfidare la morte era importante quanto vincere basti pensare che arrivare vicino a un nemico e "toccarlo", indipendentemente dal fatto che questi morisse o meno, dava maggior prestigio che ucciderlo stando a distanza di sicurezza.

Chi colpiva un nemico poteva contare un "colpo" e più colpi si accumulavano nel proprio carnet, più onori si ricevevano. Per essere validi, i colpi dovevano essere resi pubblici e venire confermati da testimoni, oppure il guerriero poteva giurare pubblicamente di aver compiuto i'impresa anche se nessuno lo aveva visto: gli indiani difficilmente giuravano il falso cosa invece che l'uomo bianco non ha mai avuto problemi a fare nemmeno sotto le più pesanti maledizioni e minacce. Molto considerata era anche la forza d'animo, grazie alla quale si poteva sopportare qualsiasi dolore fisico per allenarsi a non battere ciglio in nessuna circostanza, molti Sioux rompevano la crosta di ghiaccio di un corso d'acqua gelato e vi si immergevano.

Periodicamente si svolgeva nei villaggi la Danza dei Sole dove i guerrieri venivano appesi a una trave con delle cinghie, tramite dei ganci conficcati nei muscoli dei petto e resistevano finché la carne non si lacerava, liberandoli o finchè i lacci di cuoio non si rompevano o ancora finché non perdevano conoscienza. Durante l'inverno la tribù restava negli accampamenti, posti vicini ai fiumi con la boscaglia alle spalle mentre in primavera tutta l'attività veniva ripresa alacremente in special modo nella ricerca di mandrie di bisonti. Un grande capo della tribù degli indiani Sioux fu Nuvola Rossa che tenne in scacco l'esercito americano per anni, costringendo alla fine i soldati a lasciare tutti i fortini che avevano costruito lungo il fiume Powder e a chiudere la pista di Bozeman che vi correva a fianco. Fu un trionfo di breve durata.

Di lì a poco sarebbe cominciata la guerra delle Colline Nere. La storia della tribù di indiani Sioux terminò il 29 dicembre 1890 lungo il corso ghiacciato del torrente Wounded Knee dopo che già le erano state strappate le Colline Nere e dopo che la maggior parte della sua gente era stata sterminata e dispersa. Lì, il 7' Cavalleria lo stesso che era stato sconfitto sul Little Big Horn aprì il fuoco contro una banda di Sioux indifesi guidata dal capo Piede Grosso, uccidendo più di duecento indiani della tribù Sioux  la maggior parte dei quali erano vecchi, donne e bambini. Sul Wounded Knee, si diceva, era stato sepolto il cuore di Cavallo Pazzo e insieme l'anima di tutti i Dakota.