Nez Perces tribù indiani

NEZ PERCES tribù nativi americani

I nativi americani ebbero anche loro degli strateghi formidabili, il più grande di tutti, talmente bravo nella strategia di guerra da essere definito "il Napoleone indiano", fu senza dubbio Hin-mah-too-yah-laintket, Tuono Che Romba Nelle Montagne o più semplicemente come lo chiamavano i visi pallidi, Capo Giuseppe, capo della tribù di indiani dei Nasi Forati. Il nome  della tribù di indiani Nez Perces fu dato a quei nativi da dei mercanti francesi che giunsero nella zona dove era dislocata la sua tribù verso la metà del Settecento, che fecero caso all'abitudine di quelle genti di forarsi il naso per attaccarvi monili di varia foggia.

Con l'andare del tempo questa abitudine di forare il naso venne abbandonata ma il nome Nez-Percéz cioè nasi forati, rimase: quando la tribù di indiani dei visi pallidi si insediarono nell'Oregon i Nez-Percéz si erano portati ad abitare nella valle del fiume Wallowa, che venne loro affidata dalle autorità governative tramite un trattato ed fu proprio lì che venne trovato l'oro generando ulteriori problemi per via del fatto del continuo aumentare del numero di bianchi che volevano avventurarsi in quelle zone che però erano di proprietà indiana, il governo decise così di trasferire nuovamente il popolo indiano dei Nasi Forati nella riserva Lapwai, anche sde prima di usare la forza il generale preposto all'operazione volle vedere Capo Giuseppe per dirgli di lasciare la sua terra in pace e ubbidire agli ordini del Governo americano.

Tuono che Romba nelle montagne si rifiutò asserendo che poiché lui amava quella terra non se  ne sarebbe andato via anche perché il padre era morto lì e lui voleva restare nella terra dei suoi Avi. La continua alterigia dei bianchi nuovamente fece imbizzarrire alcuni giovani guerrieri che all'insaputa del capo, il 13 giugno 1877 assaltarono una fattoria scatenando l'inizio della guerra: i nativi riuscirono a tener testa alle forze militari vincendo anche diverse battaglie grazie anche al genio tattico di Capo Giuseppe che comprese che il Presidente Washington avrebbe inviato presto altre forze in soccorso delle truppe insieme anche all'artiglieria e che sarebbe riuscito a scacciare i Nasi Forati così decise di lasciare la propria terra per rifugiare la propria gente in canada dove il capo Toro Seduto già tempo prima si era messo in salvo, una marcia che comunque era dura da affrontare con donne e bambini, dovendo coprire una distanza di 3200 chilometri insieme a 450 persone con donne, vecchi e bambini.

Nonostante le forze militari americane dessero la caccia alla tribù dei nasi forati dopo varie peripezie riuscirono ad arrivare a pochi chilometri dal confine col Canada e la loro traversia ebbe fine il 5 ottobre quando gli ultimi superstiti vennero accerchiati dalle truppe del generale Howard a poca distanza dalla salvezza, allora Capo Giuseppe si presentò ai militari alzando una bandiera bianca. Mentre lo faceva, uno dei suoi attendenti di nome White Bird, riuscì a portare in territorio canadese la figlia del capo e pochi altri fuggiti all'accerchiamento. Nella grande marcia erano morti 239 indiani, tra guerrieri, donne e bambini.

Il generale Sherman definì l'impresa dei Nez-Percés "una delle più straordinarie guerre indiane di cui si abbia memoria".