Cheyenne Tribù Indiani

CHEYENNE Tribù Indiane nativi america

Nonostante le tribù di indiani Sioux e dei Cheyenne non parlassero la stessa lingua erano amici da sempre avendo in comune parecchi aspetti culturali, storici e provenendo entrambi dalla regione dei Grandi Laghi che avevano lasciato parecchio tempo addietro per diventare guerrieri e cacciatori nelle Grandi Praterie.

Cheyenne Tribù Indiani

Cheyenne Tribù Indiani

Il nome ai Cheyenne lo diedero proprio i Sioux che li chiamavano "Shahi-ye-na" ovvero "popolo dalla lingua straniera" anche se non esistevano problemi di comprensione infatti per capirsi bastava il linguaggio dei segni una specie di lingua che usava la mimica usata da tutte le tribù degli indiani delle praterie. Per quanto li riguardava i  Cheyenne preferivano chiamarsi 'Tsis-Tis-Tas" che significa "Popolo Magnifico". Un mercante francese dei XIX secolo, in affari con loro, diceva che i Cheyenne erano il popolo più indipendente e felice di tutte le tribù a est delle Montagne Rocciose.

Le tribù delle grandi pianure spesso avevano delle "società dei guerrieri" divise per specializzazione un pò come le forze speciali dei vari Paesi del mondo. Tra di essi vi erano i "Soldati dei Cane", i "Soldati della Corda d'Arco", i "Soldati delle Lance Ricurve" e altre ancora che svolgevano un servizio di polizia armata all'interno dei villaggi e garantivano la difesa nei momenti di pericolo. C'era anche un gruppo dei tutto particolare, quello della "Società dei Contrari" nella quale entravano individui invasati da forze soprannaturali che avevano deciso di vivere capovolgendo le normali consuetudini della vita quotidiana: si lavavano con la sabbia e si asciugavano con l'acqua, dicevano sì se volevano dire no, cavalcavano con il volto verso la coda del cavallo, impugnavano l'arco con la freccia puntata contro se stessi.

Essere un Contrario era considerato un onore anche perché per gli indiani i matti e le persone bizzarre erano in diretto contatto con la divinità e venivano rispettati come tali non provando nemmeno ad avvicinarsi per paura di non essere abbastanza puri da poterlo fare senza far adirare gli spiriti, in ogni caso non lo si diventava che per un certo periodo di tempo. I Cheyenne furono al centro degli episodi più drammatici delle guerre indiane come accadde per il massacro di Sand Creek, la strage dei Washita, l'eccidio di Summit Spring, la battaglia di Littie Big Horn.

Nonostante questo la tribù degli indiani Cheyenne non avevano accettato di partecipare alla battaglia nel 1862 scatenata dai Santee del Minnesota perché fino a quel momento non c'erano stati che piccoli scrontri tra questa tribù e i bianchi e solo per via dell'attraversamento della diligenza sui loro territori ma poiché lo spazio era per tutti molto esteso non esisteva ragione per scendere in guerra, infatti addirittura il Presidente Lincoln consegnò nelle mani di capo Caldaia Nera la bandiera americana dicendo la frase:"Se vi manterrete in pace alla sua ombra nessuno vi farà del male".

Ma l'uomo bianco non ha mai mantenuto la parola con gli indiani nativi americani e quindi per via di pochi scalmanati appartenenti ad entrambe le fazioni, il colonnello Chivington che non aveva scrupoli creò l'incidente perfetto anche per fare carriera in campo politico, facendo strage sia degli indiani amici che di quelli sbandati, grazie all'impiego di 800 uomini ai suoi ordini. Il 29 novembre del 1864 raggiunse l'accampamento di Caldaia Nera e scaglio i soldati in quella che (purtroppo non fu l'unico episodio vergognoso dell'esercito americano) passò per essere come una carneficina dove si squoiarono i poveri nativi e si preseso i loro scalpi.

Vennero uccisi più di 300 indiani della tribù dei Cherokee, donne, vecchi e bambini, solo 75 di loro erano guerrieri. Ben presto quell'infamia si sarebbe rivelata la miccia che diede il via a un gigantesco incendio che avrebbe divampato a lungo infatti nemmeno dopo un mese dall'accaduto tutte le tribù dell'Ovest si unirono alla tribù degli indiani  Cheyenne che chiedevano vendetta. Iniziò quindi una guerra dalle fasi alterne, con trattati infranti e battaglie vinte e perse da ambo le parti. Nel 1868, il generale Sherman scrisse al segretario alla guerra Edwin Stanton: "Se permetteremo anche a solo 50 indiani di rimanere tra il Platte e l'Arkansas, dovremo proteggere ogni cantoniera, ogni treno, ogni gruppo di persone. In altre parole, 50 indiani ostili possono immobilizzare 3000 soldati.

Meglio buttarli fuori al più presto possibile e non fa molta differenza se ciò avverrà mediante l'imbroglio e uccidendoli." Il 23 novembre dello stesso anno, al colonnello Custer venne ordinato di mettersi in marcia con il settantesimo Cavalleria dove la consegna era: scovare gli indiani e distruggerli. Custer li trovò nele vicinanze del fiume Washita dove era accampata una grossa banda di Cheyenne meridionali. Ancora una volta si trattava di gente pacifica avevano addirittura inviato una delegazione a Fort Cobb per convincere i militari a escludere il loro campo dagli obiettivi da colpire. All'alba dei 27 novembre, il settantesimo Cavalleria attaccò da ogni lato massacrando tutti lasciando solo alcuni pellerossa molti dei quali donne e bambini.

Quindi prima di riconoscere come "eroi" quegli esaltati dell'esercito americano del Farwest meglio pensarci poiché si trattava spesso solo di assassini senza arte nè parte che agivano come veri e propri razzisti e le cose non sono cambiate poi molto oggigiorno.