Apache Tribù Indiani

APACHE Tribù Indiane

Gli indiani Apache  chiamati "Tin-ne-ah" che significa il "Popolo" come essi preferivano chiamarsi  erano divisi in diverse tribù divise tra l'Arizona, detti Coyotero, tra i quali rientravano  gli indiani Aravaipa, Tonto, Jicarilia e Mimbreho mentre i Mescalero abitavano il Nuovo Messico e il Texas, i Chiricalnua si trovavano nella zona tra l'Arizona, Nuovo Messico e Messico, la loro terra era fra le più inospitali che si possano immaginare con alte montagne che arrivavano fino a 3000 metri, altopiani aridi, steppe ventose, deserti, temperature estreme con più di 40 gradi in estate e sotto lo zero in inverno, i bianchi si stupivano che da un territorio aspro e ostile come quello, la Tribù degli Indiani Apache riuscissero a ricavare di che vivere.

Apache Tribù Indiani

Apache Tribù Indiani

I nativi indiani della tribù Apache dicevano che c'era cibo in ogni dove se uno sapeva dove cercare anche se quel poco offerto dalla natura implacabile veniva spesso rimpolpato dalle rapine verso i bianchi, anche se questo andava a detrimento di quelle tribù che invece non usavano questi sistemi violenti ma volevano vivere in pace. Di solito le popolazioni Apache attaccavano solo se pensavano di avere ottime possibilità di successo altrimenti proseguivano sul loro cammino nella spperanza di trovare una "preda" più facile, in prativa adottavano la stessa mentalità degli animali che cercano di ottenere cibo col minore dispendio di energia e impegno, si tratta ovviamente di una maniera di comportarsi propria delle popolazioni che vivono in forti ristrettezze di cibo però gli indiani Apache non scotennavano i loro nemici infatti possedevano un forte timore di venire contaminati dalle parti del corpo di un morto e quindi non si avvicinavano nemmeno ai cadaveri, anche per timore di vendette dello spirito a cui apparteneva il corpo prima del trapasso, le uniche volte che riportarono degli scalpi fu solo per vendetta versdo i Messicani che praticavano lo stesso sistema sui morti Apache scotennandoli.

il 2 febbraio venne del 1848 venne firmato il trattato tra il Messico e gli Stati Uniti attestante il fatto che il Nuovo Messico, l'Arizona, lo Utah, il Nevada e la California passavano sotto la proprietà dell'America, mentre il texas che si era reso indipendente già dal potere Spagnolo entrò molto prima tra i possedimenti americani: gli Sati uniti pagarono i messicani 15 milioni di dollari che per allora era una cifra incredibile ma si presero anche le terre degli indiani Apache.

A quei tempi c'erano due capi nelle tribù Apache che divennero famosi uno si chiamava Mangas Coloradas mentre l'altro era Cochise, spesso rappresentato nei film western e conosciuto dai più, che apparteneva alla tribù dei Chiricahua dell'ovest: entrambi i capi indiani non fecero nula di violento verso i nuovi "possessori" delle terre su cui abitavano anche le loro tribù ma in quello stesso anno verso la fine dello stesso, venne scoperto l'oro a Pinos Altos quindi i cercatori invasero quelle terre senza tener conto dei precedenti abitanti e dei loro diritti. Mentre Mangas il capo cercò di incontrare i cercatori per risolvere la cosa pacificamente dicendo ai minatori di andare da un altra parte, spiegando loro anche dove trovare molto più oro ma i bianchi non gli credettero pensando che mentisse quindi lo legarono a un palo e lo frustarono a sangue, lasciandolo andare prendendolo in giro.

Mangas non dimenticò mai quell'affronto e si vendicò senza pietà sugli ignari e ignoranti cercatori d'oro...avrebbero fatto meglio a ucciderlo. Dieci anni più tardi da quell'avvenimento anche Cochise ebbe ad affrontare un altro affronto anche sulla sua persona da parte di un tenente giovane appena promosso che si recò all'accampamento indiano accusando i guerrieri della tribù di aver rapito un giovane ragazzo bianco da una fattoria ma anche se non era vero il tenentucolo da strapazzo ordinò ai soldati di arrestare Cochise cosa non facile perché il capo indiano si scaglio come una furia divincolandosi dalla stretta dei soldati scappando ma uno dei militari gli sparò ferendolo.

Anche ferito Cochise riuscì a fuggire con tre pallottole in corpo ma ora come un animale braccato e ferito aveva la vendetta che scorreva nel suo sangue e non vedeva l'ora di avere soddisfazione. Alla morte di Cochise che avvenne nel 1884 si fecero i conti di quante vittime la sua sete di riscatto avesse fatto e si arrivò a una cifra approsimativa di 5000 vittime come anche la vendetta scatenata di mangas Coloradas che venne assassinato durante la prigionia nel 1863 dai soldati stessi: altri grandi capi guerrieri calpestarono il terreno americano combattendo contro gli "occhi bianchi" come chiamavano i bianchi gli Apache, alcuni dei quali sono Volpe Grigia, Geronimo, grande capo divenuto ormai una icona anche nella nostra cultura e Victorio.

Quando Geronimo si arrese alle truppe americane tutti gli Apache vennero deportati nelle riserve i guerrieri in un campo mentre le loro famiglie in un altro, spesso si trattava di posti malsani come Bosque Redondo dove l'unico corso d'acqua provocava malattie intestinali. Circa un quarto degli Apache vi morirono gli altri vi trascinarono una vita spenta e rassegnata chiusi nella loro disperazione. Geronimo ebbe una vecchiaia tranquilla a Fort Siil richiesto dai turisti e dai giornalisti e partecipando all'Esposizione Universale di St. Louis nel 1908 dove si fece fotografare alla guida di una delle prime automobili.