Simboli dipinti sui cavalli Nativi Americani

Simboli di potere degli indiani

Simboli dipinti su cavalli indiani americani

Significato simboli dipinti su cavalli nativi

Spesso vengono intesi come la migliore cavalleria organizzata della storia, sono i cavallerizzi dei nativi americani, che usavano i loro cavalli in battaglia, nella caccia e perfino nel gioco. I cavalli venivano profondamente rispettati dai guerrieri indiani americani, premiati anche con simboli che venivano dipinti sul manto dell'animale per riportare il suo comportamento corretto nelle vicende di guerra o che avevano consentito al suo possessore di raggiungere uno scopo prefissato: gli indiani non intendevano quasi mai il cavallo come oggetto, alla maniera europea, ma invece lo considerava un prezioso amico e alleato che prestava la sua forza a chi sapeva domarne la forza con l'astuzia e l'intelligenza.

Ogni simbolo che veniva dipinto sul manto del cavallo, aveva un suo significato, determinato dall'attività persicolosa che aveva affrontato e vinto insieme al suo cavallerizzo.

Il cavallo da guerra indiano

L'indiano americano credeva (e crede tutt'oggi anche se in un'altra concezione generale) che i simboli guidino il destino di tutti, per questo prima di una battaglia decorava con simboli molto semplici e colorati il suo cavallo, per dargli protezione nel pericolo, indicando con questo l'affetto che il nativo provava per il suo amico a quattro zampe. Qui di seguito riporto alcuni simboli di guerra usati nel passato e il loro significato:

Un cerchio intorno agli occhi e le narici del cavallo per donare al cavallo la vigilanza e un acuto senso dell'olfatto, per fargli vedere prima i pericoli.

Freccia disegnata sulla fronte per ottenere la vittoria in battaglia.

Simboli di tuono sulle zampe anteriori del cavallo per piacere al dio della guerra.

Punte di freccia su tutti e quattro gli zoccoli per rendere l'animale veloce e agile sulle zampe.

Una freccia infuocata per causare problemi al nemico e per aggiungere allo stesso tempo altra forza la guerriero.

Due pietre erette simbolicamente disegnate con due forme simili a pietre erette, erano una preghiera per la caduta del nemico come fosse grandine.

La mano sinistra e destra a dita aperte, usate sul petto dell'animale, per dimostrare di aver abbattuto un nemico.

Una croce rappresenta che il guerriero e il suo cavallo erano scappati da un agguato.

Le impronte di due zoccoli indicava che il cavallo era stato rubato durante un raid.

Sia il simbolo della pittura delle due mani che il segno del cavallo il segno della croce (sempre disegnata in rosso) erano simboli per il cavallo riservati solo a animali e guerriero che avevano ottenuto molto onore: la stampa delle due mani era riservata solamente al cavallo che aveva riportato il suo padrone a casa rimanendo illeso dopo una missione senza armi. Mentre si prepara per la battaglia, il guerriero indiano applicava i simboli che ne dimostravano l'onore acquisito, di solito rappresentando gli uomini uccisi e i cavalli rubati.

Veniva spesso intrecciato un sacchetto di medicina che veniva posto incastrato e legato nelle briglie o nella coda del cavallo. Per i guerrieri che dovevano intraprendere una missione di guerra di vita o morte, i cavalli venivano tinti con il simbolo delle mani rovesciate, cosa che era uno dei simboli maggiormente d'onore da avere e poter sfoggiare. Si dice che l'usanza ebbe inizio con il ferimento a morte di un guerriero che aveva colpito con la mano insanguinata il cavallo perché tornasse al suo villaggio per portare il segno che lui era morto, lasciando però l'orma della sua mano alla rovescia.

Il cavallo da caccia degli indiani

Dal momento che il cavallo da caccia aveva compiti diversi rispetto a quello dda battaglia, si formarono diversi insiemi di simboli per provvedere a dare forza e protezione simbolica al cavallo. Addestrato per dare aiuto al cacciatore a trovare la mandria di bufali, questi simboli portavano fortuna perché indicavano le benedizioni del Grande Spirito, ottenendone velocità, forza, coraggio e resistenza. Secondo la superstizione nativa il cavallo con questi simboli poteva cavalcare alfianco di un bisonte imprevedibile fino a che il suo cavaliere non avesse scoccato una freccia al fianco del bufalo: il coraggio innato di questi cavalli era stato inculcato nell'addestramento, addestrati a portare fuori spingendolo il bufalo prescelto per l'uccisione, così che una volta abbattuto non fosse stato calpestato dalla mandria impaurita e in fuga.

Un cacciatore indiano apprezzava molto un buon cavallo perché un animale che si fosse imbizzarrito durante la caccia avrebbe fatto morire sé stesso e il guerriero, schiacciati entrambi dalla forza devastante della mandria che scappava in preda al panico. Prima della caccia era la moglie o la madre del guerriero (se non era sposato) a imprimere i simboli sul cavallo pensando bene a ciò che voleva che il simbolo o i simboli dessero alla persona amata. Questi sono alcuni dei simboli che la donna indiana avrebbe utilizzato.

Simbolo sole felice

 

 

Sole di felicità, un simbolo importante usato per assicurare cieli azzurri senza pioggia: i nativi americani non cacciavano con la pioggia perché lo ritenevano ingiusto nei confronti del Grande Spirito e del bufalo.

 

 

Cerchio attorno agli occhi del cavallo da caccia per fargli trovare la preda anche da lontano.

Simbolo recinto fortuna nativi

 

 

Simbolo del recinto che veniva dipinto sulla mascella del cavallo per assicurare fortuna.

 

 

 

Simbolo delle uccisioni passate nella caccia per mostrare al Grande Spirito il coraggio che il ccciatore aveva avuto nelle catture passate.

Una freccia lampo che veniva dipinta sulle zampe del cavallo per dargli la velocità.

Simbolo cavallo orme bufalo

 

Orme del bufalo venivano dipinte sui fianchi del cavallo per ricordare le imprese nella caccia nel passato così che si ripetessero.

 

 

 

Dopo aver posizionato i simboli sul cavallo da caccia, la donna declamava una preghiera "segreta" al posteriore del cavallo, tale preghiera non veniva detta a nussuno prima della caccia perché (come l'usanza di esprimere un desiderio spegnendo le candele ma senza rivelarlo a nessuno prima che si fosse esaudito, pena la perdita del desiderio) si pensava portasse sfortuna; la preghiera veniva rivelata al cacciatore solo se fosse tornato a casa sano e salvo.

Nel caso il suo caro non fosse tornato al villaggio, la donna indiana si sarebbe sentita umiliata per aver usato la preghiera sbagliata, poi le altre donne della tribù avrebbero fatto pettegolezzi su di lei che non era riuscita a portare fortuna al suo amato (figlio, amante, marito, eccetera) cosa che aggiungeva altro imbarazzo. Anche se la tradizione tribale spiegasse come e perché dipingere il proprio cavallo, la scelta del colore del cavallo era lasciata ai singoli.