Lo scalpo storia significato

Usanza dello scalpo tra i nativi americani

Scalpo indiano di un uomo bianco

 

Usanza storia e tradizione scalpo nativi

Scotennare il nemico era una usanza più che altro diffusa solo in alcune zone del Nord America anche se i film sugli indiani e cowboys hannno sempre cercato di far credere fosse una usanza molto diffusa: quando si parla di scalpo, si intende una porzione di 5 centimetri circa di cuoio capelluto, comprensiva della pelle che sorregge i capelli, che veniva asportata mediante un unico taglio rapido con un coltello a vlte nemmeno così affilato, mentre si trattenevano i capelli con l'altra mano, per sollevare la pelle a sufficienza così da tagliare in maniera netta e il più rapido possibile.

Alle volte il coltello non era molto affilato, come ho detto e l'indiano americano di turno si aiutava con i denti: se la vittima era fortunata, poteva sperare di essere già morta durante l'operazione di scalpo, ma generlamente le vittime, se non erano ferite dalla battaglia, morivano di infezione per via del taglio effettuato con lame non pulite e per lo shock occorso; se l'atto dello scalpo veniva correttamente messo in opera, si percepiva il classico suono simile a quando si apre un barattolo sigillato di vetro, una specie di "plop", che indicava che la pelle si era staccata dal cranio.

Nonostante questa macabra usanza, ma guidata da una motivazione guerriera, venisse praticata per la velocità di esecuzione, alcune tribù rimanevano invece più fedeli al vecchio "tira via tutto", in sostanza non si limitavano a prendere una porzione di capelli e cuoio capelluto ma toglievano tutta la capigliatura con tagli precisi e lenti per non rovinare la pelle sotto, aggiungendo a volte anche parti di pelle del viso e le orecchie.

Sembra che lo scalpo avesse preso piede tra alcune tribù che nel passato usavano tagliare la testa per farne collezione (che indicava il valore del guerriero in esame) anche se le teste venivano prese dai guerrieri morti mentre lo scalpo, come ho aggiunto prima, spesso veniva asportato dalla vittima ancora viva. Anche nelle Grandi Pianure la pratica dello scalpo veniva praticata, per esempio, nel massacro di Crow Creek (1325), Sud Dakota, vennero ritrovati circa 360 scheletri con segni evidenti sul cranio, dello scotennamento, su un numero totale di morti di 486, tra i quali anche scheletri di bambini ai quali era stato preso lo scalpo.

Coltello da scalpo originale indiano americano

Coltello da scalpo

Una usanza molto macabra tra i nativi americani della tribù degli Uroni era di catturare vivo qualche avversario, il quale veniva portato nel villaggio dove lo avrebbero ucciso a fuoco lento (a volte gli veniva dato un colpo di clava in testa o veniva ucciso con una freccia) prima di staccargli la testa, mentre se i guerrieri Uroni avevano troppe cose da portare, staccavano la pelle con la capigliatura del povero malcapitato di turno, ottenendone uno scalpo che chiamavano "onontsira".

Dopo averla conciata la conservavano come trofeo da erigere in tempo di guerra sulle palizzate del villaggio, legata alla punta di una lunga pertica così da mmonire gli avversari a quale sorte sarebbero andati incontro se avessero voluto combattere contro di loro. L'usanza di scotennare il nemico si diffuse probabilmente nei territori del Nord-est giungendo da Sud, lungo la vallata del Susquehannock, comunque in linea generale, lo scalpo era solitamente considerato un trofeo e la scotennatura un gesto molto umiliante per il nemico che la subiva, anche se naturalmente ciò non era vero per tutti gli indiani.

Cavallo Pazzo non attribuiva nessuna importanza allo scalpo preso agli avversari vinti così come nemmeno tra i Lakota Oglala, di cui lui era il capo tribù. Cavallo Pazzo toglieva di rado lo scalpo agli avversari: in molte culture dei nativi americani togliere lo scalpo significava impedire alla vittima di entrare nell'aldilà poiché lo scalpo era, secondo la cultura di riferimento, una estenzione dell'anima, per questo conservando un pezzo del corpo del nemico lo si obligava a vagare sulla terra anche da morto.

Gli scalpi migliori erano ritenuti quelli tolti da guerrieri forti affrontati in battaglia, mentre quelli dei soldati bianchi avevano poco o nessun valore, venivano scotennati più per sfregio che per vantarsi di possederne i capelli, infatti il soldato portava i capelli corti e combatteva differentemente dal guerriero indiano per questo non lasciava spazio al guerriero dei nativi americani medio che potesse pensare al coraggio del soldato.

Tra le nazioni Apache prendere scalpi fu un'attività probabilmente introdotta molto tardi, a seguito delle continue guerre con i bianchi e contro le nazioni indiane che premevano ai confini dell'Apacheria dopo il 1700, i Mescaleros, ad esempio, non scotennavano mai nessuno, perché avevano un sacro timore dei morti e credevano che per loro ogni occasione fosse buona per tornare a molestare i vivi.

Altre tribù Apache sottoponevano i guerrieri che avevano preso scalpi a riti di purificazione, per tenere lontano lo spettro del morto. La maniera più usata per preparare lo scalpo dopo averlo asportato dalla vittima, era quella di appenderlo a un anello di legno per farlo seccare, o come dicevano i nativi "farlo danzare". Comunque si voglia dire, l'usanza di prendere lo scalpo pur essendo diffusa nel Nord America non lo era in maniera massiva bensì in zone a macchia di leopardo, tant'è che furono soprattutto i cacciatori bianchi a lanciare e far attecchire in più di una cultura indiana l'usanza di asportare lo scalpo, questo per farne poi commercio e poter vendere i macabri trofei a ricchi stupidi europei, un pò come era avvenuto con il commercio di teste tatuate Maori.

Probabilmente il primo ad avere l'idea di pagare per prendere gli scalpi indiani fu il governatore della Nuova Olanda, Willem Kieft (1597-1647), la colonia del Massachusetts pagava l'equivalente di 60 dollari, nel 1703, per ogni scalpo indiano, verso la metà del secolo la Pennsylvania offriva 134 dollari per ogni scalpo di maschio indiano e 50 per quella di una donna. I francesi non erano da meno, offrendo ricompense a ogni indiano Micmac che riportava uno scalpo di Beothuk di Terranova.

I bianchi che venivano presi dagli indiani con capigliature indiane dovevano aspettarsi una fine atroce, anche perché era come se un uomo che non valesse nulla avesse approfittato della morte di un guerriero forte per poi vantarsi di averlo ucciso, questo non andava giustamente giù ai guerrieri indiani. Nel 1813, durante la guerra contro la Gran Bretagna, un soldato originario della Virginia venne preso prigioniero in una imboscata da indiani nemici che gli trovarono parecchi scalpi alla cintura: fu immediatamente messo alla tortura e bruciato vivo ottenendo la fine che si meritava.

(Fonti: Il dizionario degli indiani d'america di D'Aniello, Eckert, The Wilderness War. Federici,Scalping and Torture. Heizer, The Destruction of California Indians.Trigger, Handbook of North American Indians, vol.15.Sagard, Grande viaggio nel paese degli Uroni.
Mails, The Mystic Warriors of the plains.Hodge, HAI. Kroeber, Handbook of the Indians of California.McGraw, Savage Scene.Catlin, Letters and Notes.O'Neal, Fifhtting Men of the Indian Wars.Willey, Prehistoric Warfare on the Great Plains.)