Divinità miti leggende Maori

Divinità polinesiane e maori

Quello che segue è una raccolta di nomi di divinità con relativi miti e leggende appartenenti alla zona culturale polinesiana con specifici riferimenti alle divinità Maori. Vengono riportati solo alcuni dei e unicamente a titolo introduttivo.

dio maori leggende miti 

ahoeitu
Il dio eitumatupua scese dal cielo grazie a un grande albero per prendere in sposa ilaheva, un verme che strisciava lungo il tronco: quando ritornò in cielo, lasciò sua moglie ed il suo bambino sulla terra, suo figlio si chiamava ahoeitu e quando diventò adulto, decise di andare a conoscere suo padre in cielo, così ahoeitu si arrampicò sull'albero e lo raggiunse: furono entrambe felici di vedersi. Purtroppo gli altri figli di eitumatupua, chiamati "i bambini del cielo", erano gelosi e tesero un agguato ad ahoeitu, uccidendolo e riducendo il suo corpo a brandelli per poi mangiarlo cucinato. Quando il padre seppe dell'orribile omicidio ordinò ai propri figli di vomitare tutti i pezzi di ahoeitu e con l'aiuto di erbe magiche ricostruì il corpo del ragazzo, resuscitandolo e rimandandolo sulla terra, come sovrano di Tonga. I figli che si erano macchiati del crimine furono invece puniti a vivere per sempre non più nel cielo ma sul grande albero anche se eitumatupua, commuovendosi, li liberò quasi subito. Assomiglia vagamente alla storia degli angeli caduti anche se con simboli differenti.

aitu
Le divinità Polinesiane minori sono dedicate a ruoli relativamente marginali come la tutela della casa o del villaggio, tra queste vi sono gli aitu che appaiono sotto le spoglie di una pianta o di un animale ed hanno caratteristiche più demoniache che divine: sono conosciuti anche come atua presso le isole marchesi.

ami te rangi
Rappresenta una crudele divinità Polinesiana del cielo che "deforma" gli uomini, trascinandoli dentro delle sporte per distruggerli.

ao
E' chiamato anche "Ao Toto" che significa "Alba Rosso Sangue", viene considerato la "luce" in opposizione della "notte" (chiamata "po"), è anche il dio delle nubi, oltre a essere il primo maori viene infatti chiamato anche "il padre di tutti gli antenati", una sorta di Adamo biblico poi divinizzato. Nella cultura Maori le nuvole non vengono associate al significato di "scuro" dal momento che esse assomigliano a colonne di luce. Questo dio è importantissimo per i navigatori perché grazie alle nubi si può discernere la forma delle terre che si trovano all'orizzonte e sapere se sta per piovere.

apakura
E' una dea venerata dai Maori della Nuova Zelanda, una delle molte "madri" mitologiche che hanno generato figli pieni di meriti e gloria.

aremata popoa
Il suo nome significa la "piccola onda" ed è uno dei due demoni dell'oceano temuti dai navigatori Polinesiani poichè ogni volta che andavano in mare erano consapevoli di essere alla mercè della loro immensa potenza. Esiste un'altro demone era aremata rorua ovvero la "grande onda" altro demone che spaventava i navigatori perchè ogni volta che andavano in mare erano consapevoli di essere alla mercè della loro immensa potenza.

arohirohi
E' la divinità Maori dei miraggi.

atonga
E' un eroe della mitologia delle isole Samoa, mezzo uomo e mezzo spirito, l'inventore del metodo di costruzione delle canoe e delle canzoni adatte a remare,inoltre, insegnò agli uccelli il canto che egli voleva che intonassero. Una notte costruì una canoa miracolosa, la mattina seguente radunò gli uccelli che vivevano nel paradiso e li portò con la canoa nella spiaggia dell'isola di upolu dove il capovillaggio alutanga nuku lo stava aspettando impazientemente.

atua
Atua è lo spirito di un antenato ed in Polinesia è venerato come un dio, anche le divinità della famiglia sono chiamate atua ma sono meno adorate: possono volare e vivono sugli alberi come gli uccelli. Talvolta il termine atua è anche riferito a nuku mai tore, il popolo "dell'altro mondo".

avaiki
Rappresenta la terra, il mondo sotterraneo, dove vivono gli spiriti, al quale si accede tramite un buco sulla superficie. Secondo questa definizione, avaiki rappresenta "la radice del mondo" dalla quale è stato generato tutto il pianeta e la casa di rongo e della sua famiglia. Avaiki è la materia dalla quale fu edificata anche l'isola di mangaia (arcipelago delle Cook ), a sua volta avaiki fu generata dagli dei alternando una serie di strati di materia a spazi (le caverne) e tunnel che servono all'accesso alle stanze sotterranee. La più profonda di tutte è la sala dove vive varima te takere, la dea "del principo, della nascita". In accordo ad altre descrizioni avaiki è una immensa fornace oppure un luogo infuocato dove arrostiscono i morti che in un secondo momento verranno divorati da miru, la divinità del mondo sotterraneo, un pò come l'Inferno descritto dal cattolicesimo.

awha
Dio Maori delle tempeste.

haole
Oggi haole è una parola usata alle isole Hawai principalmente per indicare con disprezzo le persone che hanno la pelle bianca. un tempo invece era una vera e propria "etichetta" affibbiata a tutti coloro che non erano kanaka maoli. Ancora prima, nel linguaggio dell'antico Hawaiano, haole assumeva significati molto più speciali che avevano a che fare con argomenti di magia e soprattutto occultismo. Poichè non esisteva la scrittura i significati si sono tramandati di padre in figlio via orale. La parola haole, letteralmente "colui che non respira" assume un chiaro significato: rappresenta infatti la morte, sia in senso fisico che spirituale, molto spesso i due significati sono mescolati insieme per descrivere una divinità oppure uno spettro. Una storia spiega come il vecchio significato "colui che non respira" è cambiato in "bianco, viso pallido". Nell'anno 1778, il capitano james Cook con la sua nave, la hms resolution, e il suo equipaggio sbarcò nella baia di kealakekua nella "grande isola" delle Hawai... (a dire il vero non ci sono prove scritte del luogo e del giorno preciso dell'avvenimento ma di sicuro c'è il fatto che Cook visitò varie parti di questo arcipelago). Era probabilmente consapevole del fatto di essere approdato in un luogo sacro per gli abitanti nativi che lo chiamavano "il luogo dove dio va e viene" e di averlo farlo proprio durante il festival annuale in onore a lono i ka makaniki, supremo capo del pantheon (tempio dedicato a tutti gli dei Hawaiani), andato via dal tempio moltissimo tempo prima con la promessa di tornare un giorno a bordo di una "isola galleggiante". Cook dovette sembrare con la sua nave proprio l'impersonificazione di lono, inoltre i marinai inglesi avevano la pelle bianca come pure erano bianche le enormi vele quadrate che spiccavano maestose sui pennoni. Tutto ciò fu la prova, per gli indigeni, che gli inglesi erano degli spiriti anche perchè erano il loro pallore fu considerato l'effetto del "non respirare"e quindi furono chiamati "haole". purtroppo dopo l'incontro con Cook le isole non furono mai più le stesse a causa di un'epidemia che sterminò quasi tutta la popolazione causata dalle malattie veneree contagiate dai marinai inglesi (nonostante fosse vietato avere rapporti sessuali con le popolazioni locali, pena: punizioni severissime) che a loro volta avevano contratto un anno prima a Tahiti.

hau
E' l'appellativo Maori per definire il dio del vento, figlio di rua tapu. poichè gli uccisero il padre per disperazione iniziò ad "urlare".

hine kau ataata
Nella mitologia moari è il primo bimbo nato sulla terra, figlia di marikoriko, la prima donna e di tiki, il primo uomo. Quando nacque, comparirono le prime nubi ad annunciare l'arrivo della stagione delle piogge, un segno di buon auspicio, i fiumi si ingrossarono ma senza creare inondazioni ed un raggio di luce quarciò il cielo, il suo nome significa letteralmente " la gentile signora solitaria" oppure "la signora dalla gentili e fluttuanti ombre".

iao
E' il nome Polinesiano per definire "il supremo essere", interessante l'analogia con le istruzioni ebraiche o esoterico-occulte dove si riduceva il nome della divinità suprema in IAO, i tre suoni primari da cui tutto scaturì, dove la I rappresenta la parte maschile-attiva (polarità), la O la parte femminile-passiva che interagisce con la parte maschile ed entrambe generano il fignio, ovvero la A, che da nuovo inizio ed evoluzione alla coppia di polarità generando cambiamenti che produrranno nuovi cicli, così all'infinito.

ika roa
la via lattea, ovvero il brillante veicolo della dea della notte po. Ika roa o "il lungo pesce che ha dato la nascita a tutte le stelle", fu di vitale importanza per i navigatori come punto di riferimento, viene anche chiamata mangaroa (ovvero il "lungo torrente" o il "fiume di farina"), mentre tra i Maori della Nuova Zelanda è chiamata mango roa i ata. Una leggenda narra come venne creata: un giorno tane (il dio della luce) radunò un mucchietto di stelle e poi mettendole in una canoa le trasferì in cielo: ika roa è anche menzionata come la madre di tutte le stelle, gli ornamenti del dio del cielo.

io
Il supremio dio dei Maori e del resto dei Polinesiani. io (ovvero il "centro", il "nucleo") è considerato come "l'intera conoscenza", "l'intero scibile", l"eterno" ed il suo nome può essere al massimo bisbigliato, nominato sottovoce. Io è formato sia da "essenza" maschile (te io ora) che da essenza femminile (io vahine). Vive nel cielo, nel "te toi o nga rango", ovvero nel più alto paradiso dei dodici esistenti.

limu
Dio Polinesiano della morte.

maero
secondo le leggende dei Maori della Nuova Zelanda, il terribile maero era un popolo dei selvaggi, che rapiva, combatteva ed uccideva molta gente; erano pelosi, trasandati e dalla lunghe chiome, avevano le dita lunghe e tutt'osso: una volta colpita la preda con i loro artigli appuntiti, la squarciavano e se la mangiavano cruda con molto gusto. Il popolo maero viveva nelle foreste nelle quali si era confinato dopo la venuta delle popolazioni originarie delle Hawaii che, prendendo possesso delle loro sacre terre, le profanarono. Il popolo maero veniva chiamato anche mohoao. Un giorno un uomo di nome tukoio attraversò il territorio di un mohoao, particolarmente peloso, con i capelli così lunghi da toccare per terra, mentre questi stava cacciando un uccello con i suoi artigli, subito il mohoao attaccò tukoio ma dopo una furibonda lotta venne sopraffato: infatti tukoio gli tagliò braccia e gambe. In un secondo momento gli tagliò la testa dai lunghi capelli per portarla come trofeo al villaggio, ma mentre trasportava la testa questa iniziò a parlare: "fanciullo, mi stanno portando lontano...". Impaurito, tukoio, calciò lontano la testa e scappò. Quando più tardi tornò insieme ad altra gente, la testa non c'era più: il corpo del mohoao si era ricostituito ed era tornato nella foresta.

mahiki
Nella cosmologia Polinesiana è il sentiero che conduce alla terra degli spiriti, delle anime: lua o milu, è il sentiero lungo il quale devono camminare i morti, da soli o in processione, per arrivare nella caverne profonde, negli abissi marini o nelle grotte lungo la spiaggia, altri asseriscono che i morti camminano in direzione del levare del sole.

mana
Il termine mana (o parole simili derivate) è molto usato in tutte le mitologie della terra con vari significati: potenza materna, spirito della luna, magico, forza soprannaturale o nome di dea. Negli studi antropologici sul sud pacifico il mana è descritto come la sostanza scaturita attraverso i riti magici direttamente della sacralità di una persona o cosa, infatti il culto di una reliquia appartentente ad una persona sacra deriva proprio della convinzione che il suo corpo sia in vita che da morto possegga il "mana". Il mana ha anche il ruolo di governare gli inferi, in finlandia per esempio si chiamava manana. Gli antichi romani veneravano mana (o mania) come una vecchia dea che governava il regno dei morti, i cui figli (spiriti ancestrali) venivano chiamati "manes" e abitavano le cavità sotto il "lapis manalis" nel foro romano, a loro erano dedicate feste mascherate (..ed abbuffate) chiamate maniae. Socrate identificava il mana come il divino spirito dell'uomo. Altri riferimenti mondiali sono: maya (dea vergine indù il cui significato è "potenza"), monat (dea vergine araba rappresentante il fato), mana (nell'europa arcaica era la madre luna), manavegr (il regno scandinavo del cielo governato da mana), e mania (terra celtica governata da tre dee)...e via dicendo.

maohi
E' l'antico nome dei primi Polinesiani, si pensa che derivi da Maori.

marama
La dea della luna per i Maori della Nuova Zelanda: in certi momenti il suo corpo si perde, svanisce ma poi ogni volta torna pieno di splendore dopo essersi bagnato nell'acqua della vita. E' stata generata da Io, il creatore, in alcuni miti è collegata alla morte ed al mondo degli inferi; ella non permetterebbe agli uomini di tornare in vita dopo la morte. In altre isole come quelle di hervey autu e manui, marama è il dio della luna (anzichè la dea ), l'innamorato di ina, la dea della luce, figlia di kui, vecchio dio cieco della terra. ina visse in cielo di giorno quando suo marito era poco visibile, attualmente in fijano il termine marama vuol dire: signora.

marikoriko
Secondo la mitologia Maori rappresenta la prima donna. Fu concepita dai raggi caldi del sole di mezzogiorno dalla dea dei miraggi arohirohi che una volta generata marikoriko, chiese a paoro (la dea degli echi) di dargli voce e così la prima donna fu completa. Il nome marikoriko deriva dall'Hawaiano mali'o, (aurora, primo raggio di luce ) e tiki, il primo uomo co creatore della terra. Marikoriko si sposò con tiki ed ebbero una figlia: hine kau ataata , il primo bambino mai nato sulla terra.

maru
E' il dio Maori della guerra, co creatore dell'uomo, comandante degli eserciti celesti e causa di tutti litigi, invidie e discordie. possiede un enorme fuoco nel quale ardono i malvagi demoni che ha conquistato. Maru insegnò al dio tawhaki l'uso delle armi e il canto magico per paralizzare gli avversari: quando un uomo, un comandante vuole avere le sorti di una battaglia a suo favore prega il dio maru insieme ai karakia (inni sacri) per convicerlo ad allearsi in proprio favore. Alle Hawai maru è conosciuto con il nome di ku.

matuku
Fu un semi dio Maori, figlio di tawhaki, terribile cannibale, fu allevato da un suo antenato marino che gli insegnò l'arte del costruire e far volare gli aquiloni e del camminare sul fondo del mare, dove viveva. Proprio quest'ultima caratteristica fu sfruttata da matuku per scappare dai nemici. Matuku significa "tarabuso" (un tipo di uccello).

maui
E' una delle più potenti figure nella mitologia Polinesiana particolarmente venerata dai Maori e dagli Hawaiani. Ad aotearoa, la terra delle lunghe bianche nuvole era conosciuto come maaui tikitiki: era un abilissimo pescatore, tanto da riuscire, con un amo fatto con l'osso di un antenato e con il sangue del naso come esca, a catturare una casa sotto l'oceano, con la sua forza immane riuscì a sollevare non solo la casa ma anche l'intera terra sottostante formando l'isola della Nuova Zelanda che i Maori chiamano "te ika a maaui", ovvero il "il pesce di maui". In altri tempi invece gli Hawaiani raccontavano un'altra leggenda: hina (la madre di maui) protestava perchè il sole si muoveva troppo veloce nel cielo e le giornate erano troppo corte per poter sbrigare tutte le faccende nell'isola dove viveva, così il figlio maui, si nascose dietro una roccia sul più alto picco della montagna dell'isola e quando il sole frettolosamente passò, lo catturò con una fune, rilasciandolo solo dietro promessa di andare più lento, ecco perchè oggi sull'isola di maui c'è una montagna chiamata haleakala (ovvero la casa del sole) ed i giorni sono sempre lunghi e luminosi. Alle Hawaii maui è rappresentato da uno sparviero che, prendendo il fuoco dalla madre terra, si brucia un pò le ali, questo è anche il motivo del colore bruno delle ali degli sparvieri.

moko
Il dio lucertola Polinesiano, dai grandi poteri magici, da non scambiare con il dio geco pili.

nganga
Il dio Maori della grandine.

pani
E' la dea Maori della vegetazione.

paoro
E' la dea Maori degli echi. diede la sua voce a marikoriko , la prima donna.

papa
Nella mitologia dei Maori della Nuova Zelanda rappresenta la dea che incarna la terra. E' anche la personificazione del paradiso insieme con il suo amante: il dio rangi ed esiste fin dagli albori dell'universo quando tutto era privo di luce. Papa e rangi ebbero molti figli, gli altri dei dovettero separarli perchè i loro amplessi, insieme con la loro numerosa prole, impedivano la crescita delle piante, degli alberi e dei frutti. Appena furono separati la luce finalmente colmò i cieli. Rangi è conosciuto anche come raki dai nghaitahu del sud della Nuova Zelanda, i quali credono che la nebbia sia il lamento di papa per aver perso raki mentre la
rugiada mattutina le lacrime di raki per papa.

pele
Durante una delle grandi migrazioni Polinesiane una giovane donna Samoana chiamata pele arrivò alle Hawai con la sua famiglia e si sitemò nei pressi della collina di mauna loa, vicino al cratere di kilauea; poichè questa famiglia era immune dalle perturbazioni generate dal vulcano venne attribuito loro un potere soprannaturale e così la superstizione popolare fece entrare pele nella leggenda. I poeti dell'isola narrano della sua bellezza, del suo coraggio e dei suoi occhi splendenti dei quali gli uomini si innamorano. Una vecchia leggenda narra che un tempo un enorme bestione, kamapuaa, saccheggiava le terre ed insidiava le donne. Saputo della mitica pele si recò nei pressi del vulcano per conoscerla e corteggiarla alla maniera tradizionale, con dolcezza, ma il rifiuto di pele alla sua corte scatenò le ire di kamapuaa che uccise la maggior parte dei componenti della famiglia, costringendo pele ed i superstiti a rifugiarsi in una caverna segreta sulla montagna. Mentre kamapuaa (ed i suoi seguaci ) stava dando dimostrazione della propria forza malvagia, il vulcano eruttò, mettendo in fuga i cattivi con le sue colate laviche. Kamapuaa dovette scappare con la sua imbarcazione inseguito persino in mare dal fiume infuocato di roccia fusa: quando l'eruzione finì, l'imboccatura della caverna dove si era rifugiata pele era stata ostruita dalla lava solidificata. La collera della montagna l'aveva seppelita per sempre. Gli Hawaiani credono che il tremore delle montagne è causato da pele che cerca di liberarsi.

pili
Il dio geco: il geco è creduto essere la rappresentazione dello spirito degli avi da molte popolazioni del pacifico. Il "grandioso totem" del popolo della nuova caledonia lo raffigura.

raa
E' il dio Maori del sole, marito di arohirohi, la dea dei miraggi.

rangi
Nella mitologia dei Maori della Nuova Zelanda è il dio dei cielo, e' conosciuto anche come raki dai nghaitahu del sud della Nuova Zelanda, si innamorò pazzamente di papa, la dea terra con la quale si unì in un abbraccio fin dai tempi in cui l'universo era nella completa oscurità. Dalla loro unione nacquero molti figli tra cui haumea, rongo, tane, tangaroa.

dei tawhiri e tu amplesso

tawhiri e tu
La loro unione (abbraccio ed amplesso ) fu talmente stretta da impedire alle piante delle terra di crescere; così gli altri dei dovettero separare i due amanti.
Appena separati la luce iniziò ad inondare la terra e la vegetazione potè prosperare. I nghaitahu dicono che la rugiada è il pianto di raki per la perduta papa e la nebbia il lamento di papa per raki.

tangaroa
E' il dio del mare che separò il cielo dalla terra, uno dei figli della dea della terra: papa che avendo, un giorno, il ventre gonfio d'acqua, scoppiò facendo fuoriscire gli oceani. Viene rappresentato come un enorme pesce generatore di tutte le creature marine comprese le mitiche sirene ed i tritoni. in alcuni miti si dice che generò anche l'uomo che all'inizio viveva in acqua e questo si poteva evincere dalla scarsità di peli e capelli rispetto altri animali terrestri. Regolarmente si trasforma in una lucertola verde portando la bella stagione, necessita solo di un respiro al giorno causando l'altrrnarsi delle maree. Tangaroa, fratello di rongo, è considerato (come anche maui, il pescatore di isole) l'inventore delle barche a vela. Ad tahuata (isole marchesi) è conosciuto con il nome di tanaoa, a Tonga come tangaloa, alle Samoa come tagaloa. Alcuni marinai Polinesiani e micronesiani tengono segretamente un pezzetto di corallo cervello nel fondo della loro barca, sotto il sedile, a rappresentazione del dio del mare e per invocare il suo aiuto e protezione durante i viaggi.

tangotango
E' una fata del paradiso Maori. quando seppe dell'esistenza del bello e giovane dio tawhaki lo trattenne con un inganno sino a rimanere incinta. poi lo lasciò e dopo
un pò di tempo nacque una bambina: arahuta.

tau titi
Nella tradizione Maori tau titi è il figlio di miru, la regina degli spiriti. La notte partecipa a danze in suo onore talvolta insieme alle sue quattro sorelle. quando si fa mattina si rifugia nella sua oscura casa ad avaiki.

tawhaki
E' il dio Maori dei tuoni e dei lampi nonchè della salute, e' un esperto costruttore di case e di tappeti per decorare i pavimenti, e' il figlio di hema e il padre di matuku, marito di hine piripiri. Un giorno ricevette da sua nonna waitiri una pianta di vite che crescendo raggiunse il paradiso; la scalò ed incontrò vari suoi antenati. incontrò anche maru, il dio della guerra, che lo istruì sulle armi e sul comporre canti per paralizzare i nemici. Infine, continuando a scalare la pianta, raggiunse nga atua, il sesto paradiso, dove viveva la sua precedente amante tangotango con sua figlia arahuta. Incontrandosi si abbracciarono e vissero felici insieme.

tiki
Il tiki è una statuetta intagliata nel legno (o pietra vulcanica) rappresentante un dio oppure uno spirito e sono comunissimi in tutta l'area del sud pacifico. Spesso vengono tenuti in casa poichè posseggono uno spirito protettore e siccome non c'è uno spirito che sia uguale ad un'altro... anche le statuette sono tutte diverse tra loro. Anticamente le donne Maori portavano al collo un amuleto dalla forma fallica chiamato tiki per scongiurare la sterilità.
altri significati:
Tiki rappresenta il primo uomo progenitore di tutti i Polinesiani che guidò il proprio popolo durante le migrazioni nelle isole della Polinesia, fu generato da tu matauenga oppure, secondo un'latra leggenda da tane; un giorno incontrò una donna che viveva in uno stagno, fu sedotto e si sposò.

toniwha
Uno spirito protettore della Nuova Zelanda che vive usualmente nei fiumi, ruscelli e laghetti, viene considerato un benigno spirito ancestrale, mantiene fresche le acque.

ua
E' il dio Maori della pioggia, padre di hau marangi, dio delle foschie e delle nebbie;ua ha molti nomi: ua roa ("lunga pioggia"), uanui ("pioggia pesante"), uawhatu ("grido di saluto"), and ua nganga ("acquazzone"). Ua roa fu uno degli dei che causò il diluvio sulla terra durante la guerra tra i figli di rangi. La dea terra papa fu interamente sommersa dalle acque anche a causa dell'uragano scatenato da tawhiri mahuta, dopo il cataclisma gradatamente emerse dal mare in tutta la sua bellezza formando le attuali isole della Polinesia.

uranga o te ra
Rappresenta l'inferno Maori governato dalla dea rohe ex moglie di maui.

waitiri
Nelle leggende Maori waitiri è una dea che discese dal paradiso per sposarsi con un uomo mortale, kai tangata. Waitiri insegnò al marito a pescare con l'amo e con
lui ebbe un figlio: hema. Un giorno kai tangata la offese e lei risalì in paradiso.

whatu
Il dio Maori del consenso, del saluto...dell' acclamazione.

whiro
Il dio lucertola Maori, dio della morte, del male e dell'oscurità. vive nel buio e nebbioso mondo degli inferi ed è sempre accompagnato da un gruppo di spiriti maligni. E' l'ispiratore dei pensieri cattivi nella mente della gente. Whiro è l'antitesi di tane, il dio della luce e della fertilità.