Indiani Nativi Nord America

Arrivo indiani sul continente nord america

La ricostruzione della preistoria è basata ovviamente su congetture e gli studiosi non sempre sono d'accordo, e se sono d'accordo sul concetto, magari non usano sempre gli stessi termini. Del resto le tecniche di datazione sono lungi dall'essere esatte: la datazione stratigrafica, il radiocarbonio, la dendrocronologia, l'archeomagnetismo, la datazione dell'ossidiana ed altre tecniche devono tener conto di un margine d'errore.

Comunque, nonostante le difficoltà intrinseche della materia e la complessità dell'argomento, la preistoria è un'epoca accessibile all'uomo moderno e grazie agli sforzi di archeologi e di altri scienziati, ha una sua forma, una sua definizione e un suo svolgimento. Dopo decenni di teorie e congetture, si è arrivati alla conclusione che i primi uomini arrivarono nel Nord America dall'Asia attraverso l'istmo dello stretto di Bering, conosciuto come Beringia, durante il periodo pleistocenico. Ci furono quattro glaciazioni durante i millenni del Pleistocene, con calotte di ghiaccio provenienti dal Nord; le glaciazioni vennero intervallate da periodi interglaciali. La glaciazione di Wisconsin (che corrisponde alla glaciazione di Wurm in Europa) durò circa da 90.000 o 75.000 fino a 8.000 anni a.C.

Si teorizza che in vari periodi durante la glaciazione di Wisconsin una certa quantità d'acqua del pianeta si fosse trasformata in ghiaccio, abbassando notevolmente gli oceani ed esponendo terre ora sommerse. Dove ora si trovano 92 km d'acqua, profonda 54 metri nello stretto di Bering, una volta si stendeva una lingua di tundra di circa 1.600 km, che collegava i due continenti. Secondo alcuni studiosi, è possibile che alcune isole di oggi fossero a quel tempo delle montagne torreggianti. La grossa selvaggina dell'era glaciale potrebbe essere migrata attraverso l'istmo e i primi uomini predatori, muniti di lancia, potrebbero averla seguita. Quei paleo-siberiani sarebbero i primi indiani, i veri scopritori del Nuovo Mondo. E' opinione prevalente fra gli studiosi che la migrazione di uomini dall'Asia non sia avvenuta tutta in una volta, ma durante il corso dei millenni e a ondate, dato che i primi indiani viaggiavano in piccoli nuclei familiari o a gruppi.

La strada verso sud America non fu sempre transitabile. Infatti, nel periodo in cui esisteva la Beringia, il ghiacciaio Wisconsin ostriva il passaggio di ulteriori migrazioni verso sud ed est. I primi uomini potrebbero aver vissuto per generazioni nell'Alaska, al tempo priva di ghiaccio a causa dello scarso numero di precipitazioni, finché periodi di disgelo crearono passaggi naturali attraverso i ghiacci.

A tale proposito, esistono prove geologiche ed archeologiche che dimostrano l'esistenza di un corridoio privo di ghiacci presente per migliaia di anni durante la prima e la media glaciazione Wisconsin lungo la dorsale delle Montagne Rocciose in America. Poi, durante un altro disgelo, dopo 10.000 anni di intervallo, un secondo corridoio si formò probabilmente verso est, lungo le  pianure di Alberta-Saskatchewan, infine si sviluppò un terzo passaggio nel Wiscnsin seguendo i fiumi Yukon, Peace e Liard. Da queste rotte, i primi indiani possono essersi dispersi verso est lungo le vallate dei fiumi delle Grandi Pianure, verso ovest attraverso il passaggio meridionale delle Montagne Rocciose al Great Basin, verso sud-ovest al tallone delle Montagne Rocciose alla California meridionale, o verso sud all'America centrale e meridionale fino alla Terra del fuoco, estremità meridionale del Nuovo Mondo. L'intera dispersione durò probabilmente per secoli e millenni, poiché gli uomini seguivano la grossa selvaggina. Si ipotizza che ulteriori migrazioni avvennero anche dopo la definitiva sommersione della Beringia. Dal 3.000 al 1.000 a.C gli Eschimesi, gli Aleut e forse anche gli Atapascani utilizzarono canoe di legno e barche di pelle per attraversare lo stretto di Bering.

Durante il lungo corso dei secoli, dopo la migrazione di uomini verso il Nuovo Mondo e fino alla fine dell'epoca glaciale, all'incirca nell'8.000 a.C, e per un periodo successivo, il principale modo di vivere era costituito dalla caccia alla grossa selvaggina. La maggior parte dei cacciatori nomadi si vestivano di pelli e pellicce e si rifugiavano in caverne, sotto sporgenze e in capanne di rami ee erano soliti inseguire la selvaggina pleistocenica: lanuginosi mammut, mastodonti, tigri dai denti a sciabola, leoni americani, cammelli, bisonti dalle grossa corna, orsi dal muso corto, lupi feroci, castori giganti, armadilli giganti, tapiri dal muso curvo, buoi muschiati, cavalli selvatici, oltre ad alcuni mammiferi più piccoli.

Gli antropologi hanno appreso quanto conoscono dei primi indiani in base agli scheletri e ai manufatti trovati nei luoghi da loro abitati e nei posti di caccia. Dopo il 25.000 a.C apparvero tra gli indiani paleolitici nuove tecnologie. Venivano usate pietre malleabiie, specialmente pietra focaia, selce ed ossidiana, per fare attrezzi funzionali, come raschini, asce e punte per le lance, particolarmente importanti per la caccia. Durante il ritiro definitivo dei ghiacciai settentrionali tra i 9.000 e i 5.000 anni a.C, molti dei grandi mammiferi, dai quali dipendeva il sostentamento dei paleo-indiani, scomparvero, prima nelle latitudini più basse, poi anche nel Nord.

Nel corso dei secoli il clima si era riscaldato e l'ambiente si era inaridito causando gradatamente variazioni stagionali e regionali che forse avevano reso sempre più difficile la vita degli animali.

Nel corso dei secoli il clima, la flora e la fauna si sono evoluti, dall'epoca glaciale attraverso l'epoca di spartiacque post glaciale, fino alle nuove configurazioni delle regioni. Generazione dopo generazione, gli indiani gradualmente allargavano la loro base di vita e inventavano nuove tecnologie. Quando i raccolti in una zona finivano, gli indiani si tarsferivano in un'altra. In genere erano più stabili dei cacciatori paleolitici: infatti sono stati trovati anche degli insediamenti permanenti, indicati da cumuli assai grandi (ammassi di residui), specialmente vicino ai laghi e ai corsi d'acqua. In questo periodo una varietà di materiali, quali legno, pietra, ossa, corna, conchiglie, pelle, fibre di piante e rame, veniva utilizzata per fabbricare una vasta gamma di utensili e attrezzi speciali per soddisfare i bisogni del particolare modo di vivere di ogni singola regione.

Gli artigiani arcaici fabbricavano lance, coltelli, asce, scuri, mannaie, scalpelli, raschietti, mazze, martelli, incudini, lesini, trapani, mortai e pestelli, armi, arpioni, canne e contenitori. Le loro pentole per cucinare e per conservare il cibo erano di pietra. In questo periodo stoffe e cesti di materiali vegetali intrecciati vennero fatti per la prima volta. Insieme al gran numero di attrezzi nascevano nuovi metodi di preparazione e conservazione degli alimenti.

Pietre riscaldate venivano usate per bollire l'acqua ed arrostire semi. Con i progressi culturali arriva la diversificazione: gli indiani nelle diverse zone del continente progredivano in modi diversi. In termini archeologici, ciò significa che ogni regione ha la sua propria sequenza culturale e le sue categorie (culture, periodi, fasi, tradizoni, ecc.). Infatti, ogni zona archeologica ha il proprio sistema di classificazione, e ciò rende lo studio della preistoria indiana ancora più difficile.