Indiani Nativi Americani Sud Centro America


Nativi americani del centro e sud America

Nonostante non si conoscano tutte le sfumature storiche poiché come si diceva per le popolazioni di indiani dell'America del nord, non si hanno certezze ma solo ipotesi suffragate di tanto in tanto da alcune prove oggettive, per ciò che riguarda le civiltà indiane dell'America del sud che dopo essere giunte dalla stessa parte delle altre popolazioni si stanziarono a latitudini maggiormente a sud, per esprimere i gradi di sviluppo occorrono altri termini.

Nell'America centrale, per esempio, dove gli indiani raggiunsero il grado più alto di vita organizzata, in quanto costruirono delle città, viene usato il termine "classico", riferito ad un culmine culturale che comporta suddivisioni come "preclassico" e "postclassico". Un altro termine ancora, che si riferisce al culmine di una cultura, quello dell' "epoca aurea", viene a volte usato per le culture avanzate del Nord del Messico, come quella degli Anasazi, Hohokam e Mogollon del Sud-Ovest o dei "Mound Builders" dell'Est. Deve essere ricordata anche un'altra classificazione culturale. Alcuni studiosi usano il termine "mesoindiano" invece di "formativo" o "preclassico" per distinguere il periodo in cui venne intrododtta l'agricoltura nella Mesoamerica (tra il 7.000 e il 5.000 a.C.) dalla cultura arcaica di altri luighi sul continente.

Se un gruppo di popoli meritasse l'etichetta di "cultura madre" o "civiltà madre" mesoamericana, questo sarebbe quello degli Olmechi delle giungle, delle praterie e delle paludi della costa del Golfo del Messico. Nella cultura olmeca si svilupparono i villaggi, anche se non proprio come delle città vere, almeno come grandi centri di cerimonie ed economici. Le tribù divennero complesse strutture sociali. L'artigianato ed il lavoro manuale si evolsero verso l'arte, e l'architettura divenne raffinata e di proporzione colossale. I rituali si trasformarono in sistemi numerici e gli eventi del calendario in scritture geroglifiche. L'agricoltura si estendeva tramite una rete di relazioni commerciali.

Questa cultura fiorente, nota come olmeca, influenzò infatti tutte le altre culture sorte in seguito in Mesoamerica: i Maya, i Teotihuacan, i Totonachi, gli zapotechi e, attraverso di loro, i Toltechi, i Mixtechi e gli Aztechi, come altri popoli più a nord e a sud. Come le maggiori civiltà mesoamericane la società olmeca era teocratica, con classi fisse di sacerdoti, burocrati, mercanti ed artigiani nei centri abitati. La popolazione agricola praticava un'agricoltura basata sul dissodamento del terreno al fine di sostenere gli altri ceti della società. Per quanto riguarda i manufatti, gli olmechi sono noti per le teste giganti di basalto (alcune di un peso di 20 tonnellate) con lineamenti spessi ed un copricapo simile ad un elmo, ed anche per statuette di giada, terracotta e pietra, con facce feline, i "baby-faces", che rappresentavano il discendente di un dio olmeco, il giaguaro, dio della pioggia, e le sue compagne umane.

Il grande serpente piumato, un tema ricorrente in Mesoamerica, è un'altra raffigurazione frequente. Gli Olmechi sono anche noti per le larghe steli (lastre di pietra scolpite) , per le pavimentazioni di serpentino ricoperte di mosaici, per gli specchi concavi di magnetite per accendere fuochi e per la ceramica orlata di bianco. Gli Olmechi, progredendo, svilupparono un sistema numerico e inventarono un calendario, come anche una scrittura geroglifica, che furono poi in auge presso i Maya per i secoli successivi. Infatti, visti i legami linguistici e culturali tra i due popoli e la non conoscenza di cosa sia accaduto agli Olmechi dopo il declino culturale, alcuni studiosi hanno ipotizzato che siano migrati verso sud-est e diventati i diretti antenati dei Maya.

I Maya sono stati definiti i "Greci del Nuovo Mondo": questo paragone esprime l'alto livello della civiltà e dell'intelletto di questo popolo. I Maya ereditarono un ricco lascito culturale dai primi popoli mesoamericani ed in particolare dagli Olmechi. La loro grandezza non deriva tanto dall'innovazione quanto dal perfezionamento dei modi di vivere esistenti, come rivelano i loro complicati sistemi matematici, astronomici, il calendario, la loro scrittura geroglifica, sia pittografica che ideografica e forse anche con i glifi che rappresentavano suoni e sillabe, il loro stile artistico realistico, sia quello della pittura sia quello dei bassorilievi, e infine la loro architettura raffinata, incluse le piramidi dai lati scoscesi, le volte a mensoloni, le creste dei tetti. Il mondo dei Maya, come quello degli Oltechi, ruotava intorno ai centri cerimoniali. Si conoscono almeno 116 zone dei Maya nel Messico di oggi, in Guatemala, in Honduras e in San Salvador.

Molti di questi centri avevano magnifiche strutture in pietra, templi a forma di piramide, piattaforme astronomiche od osservatori, palazzi, monasteri, bagni, campi per il gioco della palla, piazze, ponti, acquedotti e bacini. Tikal, per esempio; una delle zone più importanti della cultura classica di pianura, ritrovato in Guatemala, disponeva di 3.000 strutture comprendenti sei templi a forma di piramide, si estendeva per circa 2 km quadrati ed aveva una popolazione di circa 100.000 abitanti. Benché la società dei Maya fosse rigorosamente strutturata secondo le diverse classi (sacerdoti, oligarchi ereditari, artigiani e contadini), non esiste nessuna prova di un sistema politico più ampio che unisse i vari centri popolati, o di una capitale dominante. Essi non erano bellicosi e non cercavano di combattere i popoli vicini.

Stabilivano comunque relazioni comerciali di vasta portata. Erano un popolo marinaro e alcuni commercianti viaggiavano con piroghe larghe, scavate in un solo tronco, con un massimo di 25 rematori. Non si conosce il motivo per cui i Maya dei centri classici della pianura siano caduti in uno stato di declino culturale intorno al 900 d.C. Una teoria credibile indica questo declino come conseguenza del decadimento dell'agricoltura e a causa della popolazione crescente e dello sfruttamento intensivo del terreno che portò anche ad un'insurrezione dei contadini contro i sacerdoti e i nobili reggenti. Dopo il 1.000 d.C. si sviluppò un altro ceppo della cultura Maya nella penisola dello Yucatan, per effetto di un'invasione di popoli Toltechi che si unirono ai Maya ed adottarono le loro tradizioni e la loro estetica. Nacquero allora dei centri cerimoniali come Chichen, Itza, Mayapan e Tulum. I Chichimechi nomadi o "figli del cane" arrivarono nella vallata del Messico dalle regioni settentrionali, in piccoli gruppi e dall'VIII secolo in poi. Ma solo nel X secolo una di queste tribù nomadi, quella Tolteca-Chichimeca, riuscì a prendere il sopravvento sulle altre. Il loro capo si chiamava Mixcoatl. Nel 968 Topiltzin, figlio di Mixcoatl, giunse al potere, anche se è difficile distinguere la realtà dalla leggenda, poiché la maggior parte di ciò che sappiamo della storia tolteca, è stato tramandato attraverso miti e poesie azteche, nelle quali sia il padre sia il figlio vengono considerati come divinità: Mixcoatl come dio della caccia, Topiltzin come Quetzalcoatl, ossia l'antico Serpente Piumato di cui prese il nome.

E' noto comunque che Topiltzin-Quetzalcoatl stabilì un impero tolteco con città-stato indipendenti, tentò di aumentare il livello culturale del suo popolo e grazie alla sua opera il nome "tolteco" divenne sinonimo di "civilizzato" nella tradizione seguente. Topiltzin-Quetzalcoatl incoraggiò l'architettura, e i Toltechi divennero eccellenti costruttori: costruirono palazzi con atri di colonne e affreschi, piramidi enormi, giardini circondati da un muro per il gioco della palla. Topiltzin incentivò la lavorazione dei metalli, e i Toltechi modellarono oggetti d'oro e d'argento finissimi. Nuove forme di ceramica apparvero nella cultura tolteca: la tessitura, i lavori con piume e la scrittura geroglifica si svilupparono ulteriormente. Egli diede impulso all'agricoltura, che diede come risultato la produzione di specie migliori di granoturco, di yucca e di cotone. Secondo la tradizione il pacifico Topiltzin-Quetzalcoatl perse il potere quando cercò di abolire i sacrifici umani, che erano praticati su vasta scala. Come risultato, i suoi seguaci, cioè quelli del Serpente Piumato benigno, venivano sopraffatti da quelli del dio Tezcatlipoca, la divinità della notte generando un inversione della crescita culturale ed economica che portò al tracollo dopo infinite lotte interne di origine politica fino alla scomparsa della civiltà in esame.