Il Coyote e la Roccia Rotolante (Salish-Piedi Neri)

Il Coyote e la Roccia Rotolante (Salish-Piedi Neri)

Un giorno di primavera Coyote e Volpe andarono a spasso, e quando giunsero a una grande roccia liscia, Coyote vi stese sopra la sua coperta e vi si sedettero a riposare. Dopo un po’ il sole si fece molto caldo e Coyote decise che la coperta non gli serviva più. «Ecco, sorella,» disse alla Roccia «ti do la mia coperta perché sei povera e mi hai lasciato riposare su di te. Conservala sempre.» Poi Coyote e Volpe ripresero il cammino. Non avevano fatto molta strada quando una pesante nube coprì il cielo. Balenarono lampi e rimbombarono tuoni, e cominciò a cadere la pioggia.

L’unico riparo che poterono trovare fu in una profonda gola, e Coyote disse a Volpe: «Torna di corsa a quella Roccia e chiedile di prestarci la coperta che le ho dato. Così potremo coprirci e stare asciutti». Volpe tornò di corsa alla Roccia e disse: «Coyote rivuole la sua coperta». «No» rispose la Roccia. «Me l’ha data in regalo, e la terrò. Digli che non può riaverla.» Volpe tornò da Coyote e gli riferì quello che aveva detto la Roccia. «Bene,» commentò Coyote «quella è proprio una Roccia ingrata. Io volevo servirmi della coperta solo per un po’, finché non avesse smesso di piovere.» Si adirò molto, tornò alla Roccia e le strappò la coperta. «Ne ho bisogno per stare all’asciutto» disse. «Tu non hai bisogno di coperte. Tu sei stata sotto la pioggia e la neve tutta la vita, e non ti farà nulla continuare a starci.»

Coyote e Volpe rimasero asciutti sotto la coperta finché non smise di piovere e rispuntò il sole. Allora lasciarono la gola e ripresero il cammino verso il fiume. Dopo un po’ di tempo, udirono dietro di loro un forte rumore proveniente dall’altro versante della collina. «Volpe, sorella mia,» disse Coyote «torna indietro a vedere che cos’è questo rumore.» Volpe salì in cima alla collina e tornò correndo a perdifiato. «Corri, corri!» gridò. «Sta venendo quella grande Roccia.» Coyote si voltò e vide la Roccia superare rotolando la cima della collina e cominciare a scendere verso di loro. Volpe balzò nella tana di un Tasso, ma la Roccia le colpì la punta della coda, e questa è la ragione per cui la coda della volpe è bianca ancora adesso. Nel frattempo Coyote si era precipitato per la china della collina ed era saltato nel fiume. Andò fino all’altra sponda, dove contava di essere in salvo perché sapeva che le Rocce affondano nell’acqua.

Ma quando la Roccia cadde nel fiume, schizzando acqua tutt’intorno, cominciò, a nuotare, e Coyote fuggì verso il bosco più vicino. Appena raggiunse il folto del bosco, si coricò per riposare, ma si era appena steso quando udì rumore di alberi spezzati. Capito che la Roccia stava ancora inseguendolo, Coyote balzò in piedi e corse nell’aperta prateria. Passavano di là alcuni Orsi, e Coyote li scongiurò di aiutarlo. «Ti salveremo» gridarono gli orsi, ma la Roccia sopraggiunse rotolando e li schiacciò. A questo punto Coyote vide parecchi Bisonti maschi. «Oh, fratelli miei!» li chiamò. «Aiutatemi, aiutatemi! Fermate quella Roccia.» I Bisonti abbassarono la testa e caricarono la Roccia, ma essa fracassò loro il cranio e seguitò a rotolare. Quindi dei Serpenti a sonagli cercarono di soccorrere Coyote unendosi a formare un lazo, ma quando tentarono di catturare la Roccia, i Serpenti che facevano da cappio furono ridotti in pezzi. Coyote scappò lungo un sentiero, ma la Roccia gli era ormai addosso, tanto vicina che prese a battergli sui talloni. Proprio mentre stava per cedere, Coyote vide due Streghe che si trovavano ai due lati del sentiero.

Tenevano in mano accette di pietra. «Ti salveremo!» esclamarono. Egli corse in mezzo a loro, e la Roccia era vicinissima. Coyote udì le Streghe colpire la Roccia con l’accetta, e quando si voltò a guardare la vide a terra sbriciolata. Allora Coyote si accorse che il sentiero l’aveva condotto entro un vasto recinto. Quando si sedette per riprendere fiato, colse ciò che una delle Streghe stava dicendo all’altra: «Sembra bello grasso. Avremo qualcosa di buono con cui pranzare. Mangiamocelo subito». Coyote finse di non aver udito nulla, ma spiò le Streghe attraverso un occhio socchiuso finché non entrarono nella loro tenda, da cui gli giunse all’orecchio l’acciottolio delle stoviglie. Allora balzò in piedi e rovesciò tutti i loro secchi d’acqua.

Quando uscirono, disse: «Ho molta sete. Datemi un pò d’acqua, per piacere». «C’è molta acqua, qui» rispose una Strega. «Puoi bere da uno di quei secchi.» Ma poi guardò dentro i secchi e li trovò tutti vuoti. «Laggiù in quella valletta c’è dell’acqua» disse Coyote. «Andrò a prendervene un pò.» Afferrò i secchi e si avviò, ma non appena fu fuori vista si mise a correre tanto svelto quanto le gambe lo portavano. In seguito venne a sapere che, quando ebbero scoperto il suo inganno, le Streghe incominciarono a rinfacciarsi l’una con l’altra la colpa della sua fuga. Litigarono e litigarono, si picchiarono e si picchiarono, e infine si uccisero a vicenda.