Il Cacciatore e il Dakwa (Cherokee)

Il Cacciatore e il Dakwa (Cherokee)

Ai vecchi tempi c’era un grosso pesce chiamato Dakwa che viveva nel Fiume Tennessee vicino alla foce del Torrente Toco. Questo pesce era così grande che poteva facilmente ingoiare un uomo. Un giorno parecchi cacciatori stavano navigando in una canoa sul Tennessee quando il Dakwa improvvisamente colpì la canoa da sotto e li scaraventò tutti in aria. Quando gli uomini ricaddero, il pesce ne inghiottì uno in un solo boccone e si tuffò con lui sul fondo del fiume. Quest’uomo era uno dei più coraggiosi cacciatori della tribù e non appena scoprì dov’era cominciò a pensare se vi fosse un modo per sopraffare il Dakwa e fuggire dal suo ventre.

A parte qualche scalfittura e qualche graffio, il cacciatore non era rimasto ferito, ma dentro il grosso pesce era così caldo e senz’aria che temeva di soffocare. Mentre brancolava nel buio, le sue mani trovarono delle conchiglie di muscoli che il Dakwa aveva inghiottito. Queste conchiglie avevano bordi molto taglienti. Usandone una come coltello il cacciatore cominciò a tagliuzzare il ventre del pesce. Presto il Dakwa cominciò a sentirsi poco bene a causa di quel raschiare che sentiva nel ventre e salì alla superficie del fiume in cerca d’aria. L’uomo continuò a tagliare con la conchiglia finché il pesce ebbe tali dolori che si mise a nuotare pazzamente da una parte all’altra del fiume sollevando spruzzi di minute goccioline con i suoi furiosi battiti di coda. Finalmente il cacciatore aprì un foro nel fianco del Dakwa.

L’acqua entrò a fiotti, quasi annegando l’uomo, ma a quel punto il grosso pesce era così sfinito che si fermò. Il cacciatore guardò fuori dal buco e vide che il Dakwa era ora fermo in acque basse presso la riva. Alzandosi, l’uomo si spinse attraverso il buco nel fianco del pesce, muovendosi con molta cautela per non disturbare il Dakwa. Poi raggiunse a guado la riva e tornò al suo villaggio dove gli amici stavano piangendo la sua morte perché erano sicuri che fosse stato mangiato dal grande pesce. Ora lo chiamarono eroe e diedero una festa in suo onore. Sebbene il coraggioso cacciatore fosse sfuggito alla morte, i succhi dello stomaco del Dakwa gli avevano bruciato tutti i capelli, e da allora egli rimase calvo.