Come un guerriero Piegan trovò i primi cavalli (Piedi Neri)

Come un guerriero Piegan trovò i primi cavalli (Piedi Neri)

Tanto tempo fa un guerriero della tribù dei Piedi Neri Piegan sognò di un lago lontano dove vivevano grossi animali. Nel sogno una voce gli disse che quegli animali erano innocui e che egli avrebbe potuto servirsene per trainare i travois e per portare some come gli indiani allora usavano fare con i cani. «Vai a questo lago» gli disse la voce nel sogno «e portati una corda in modo da poter catturare questi animali.» Quando il Piegan si svegliò, prese una lunga corda fatta di strisce di pelle di bisonte maschio e percorse a piedi molte miglia finché arrivò alla riva del lago sognato. Lì scavò una buca nella spiaggia sabbiosa e vi si nascose. Spiando cautamente fuori, vide molti animali che venivano al lago ad abbeverarsi. Cervi, coyote, alci, bisonti venivano a placare la loro sete.

Dopo un po’, incominciò a soffiare il vento. Le onde si gonfiarono sul lago e cominciarono a rotolare sulla spiaggia fra il sibilo del vento. Allora apparve davanti a lui un branco di grossi animali, diversi da tutti quelli che aveva visto prima: erano grandi come alci, avevano orecchie piccole, e lunghe code che scendevano fino a terra. Alcuni erano bianchi, altri neri e altri ancora rossi chiazzati. I giovani erano più piccoli degli altri. Quando raggiunsero la sponda del lago e abbassarono la testa per bere, la voce che il guerriero aveva sentito in sogno gli bisbigliò: «Getta la corda e catturane uno». Così il Piegan gettò la corda e prese uno degli animali più grandi.

Questo lottò e tirò trascinando di qua e di là il guerriero, che non aveva forze sufficienti per trattenerlo. Alla fine la bestia gli strappò la corda di mano e tutto il branco corse nel lago e vi si immerse scomparendo alla vista. Molto triste, il Piegan ritornò al suo accampamento, entrò nel proprio tepee e pregò chiedendo aiuto alla voce del sogno. La voce gli rispose: «Quattro volte puoi tentare di catturare quegli animali, ma se anche la quarta volta fallirai non li vedrai mai più». Quella sera, prima di addormentarsi, il Piegan chiese al Vecchio di aiutarlo e mentre dormiva il Vecchio gli disse che lui, il Piegan, non era abbastanza forte per prendere un animale di quelli grandi. «Tenta con uno giovane» gli disse il Vecchio «e vedrai che potrai tenerlo.» La mattina dopo il Piegan si recò di nuovo sulla riva del grande lago e di nuovo scavò una buca nella sabbia dove stette nascosto mentre cervi, coyote, alci e bisonti venivano ad abbeverarsi.

E di nuovo alla fine il vento prese a soffiare e le onde a gonfiarsi e ad abbattersi fischiando sulla riva. Allora arrivò il branco di quegli strani animali per abbeverarsi, e di nuovo il Piegan lanciò la corda. Questa volta prese un animale giovane e riuscì a trattenerlo. A uno a uno catturò tutti i giovani del branco e li portò al suo accampamento. Erano da poco arrivati che anche le femmine, le madri dei puledri, entrarono trottando nell’accampamento. Le loro mammelle erano gonfie di latte per i puledri. Poco dopo, gli stalloni del branco seguirono anch’essi le femmine entro il campo. Dapprima i Piegan ebbero un po’ paura di quegli animali nuovi per loro e non osavano avvicinarli, ma il guerriero che aveva catturato i puledri disse a tutti che non avrebbero fatto loro alcun male.

Dopo un po’ di tempo, gli animali si ammansirono e divennero domestici a tal punto che presero a seguire i Piegan dovunque andassero e si trasferissero con l’accampamento. Poi i Piegan incominciarono a mettere some sulle loro groppe e chiamarono quegli animali, po-no-kah-mita, cioè cani alci, poiché erano grandi e conformati come l’alce e sapevano portare carichi come i cani. Fu così che i Piedi Neri Piegan ebbero i loro cavalli.