Come Coniglio portò il fuoco agli Uomini (Creek)

Come Coniglio portò il fuoco agli Uomini (Creek)

In principio non c’era il fuoco e la terra era fredda. Poi gli Uccelli del Tuono mandarono il loro fulmine a un sicomoro su un’isola dove vivevano le Donnole. Le Donnole furono le uniche ad avere il fuoco, e non volevano darne a nessuno. Gli Uomini sapevano che c’era fuoco sull’isola, perché vedevano il fumo uscire dal sicomoro, ma l’acqua era troppo profonda da attraversare. Quando giunse l’inverno, gli Uomini soffrivano tanto per il freddo che si riunirono a concilio, al fine di trovare un modo per ottenere il fuoco dalle Donnole. Tutti gli animali che sapevano nuotare erano stati invitati. «Come potremo ottenere il fuoco?» si chiesero gli Uomini. La maggior parte degli animali temeva le Donnole perché erano sanguinarie e mangiavano topi e talpe e pesci e uccelli. Coniglio fu l’unico abbastanza coraggioso da tentare di rubar loro il fuoco. «So correre e nuotare più veloce delle Donnole» disse. «E sono anche un buon danzatore. Ogni notte le Donnole fanno un grande fuoco e vi danzano intorno. Stasera attraverserò l’acqua a nuoto e mi unirò alle danze. Poi scapperò con un po’ di fuoco.» Considerò un po’ la faccenda, poi decise come si sarebbe comportato.

Prima che il sole tramontasse, si strofinò la testa con resina di pino in modo da fare star dritti i peli. Poi, al cadere delle tenebre, attraversò l’acqua a nuoto e raggiunse l’isola. Le Donnole accolsero Coniglio con gioia, poiché avevano sentito parlare della sua bravura come danzatore. Presto un grande fuoco brillò e tutte cominciarono a danzarvi attorno. Mentre danzavano, le Donnole si avvicinavano sempre più al fuoco, al centro del cerchio. Vi si inchinavano davanti e poi, sempre danzando, se ne allontanavano. Quando Coniglio entrò nel cerchio delle danzatrici, le Donnole gli gridarono: «Guidaci tu. Coniglio!». Egli danzò in testa a tutte, facendosi sempre più vicino al fuoco. Si inchinò ad esso, abbassando sempre più la testa, come se avesse intenzione di prenderlo.

Mentre le Donnole danzavano sempre più veloci tentando di stare al passo con lui, Coniglio all’improvviso si chinò così profondamente che la resina di pino sui suoi peli prese fuoco con un guizzo. Scappò con la testa in fiamme e le Donnole furiose lo inseguirono gridando: «Prendetelo! Prendetelo! Ha rubato il nostro fuoco sacro! Prendetelo e buttatelo a terra!». Ma Coniglio corse molto più svelto di loro e si tuffò in acqua, lasciando le Donnole a riva. Nuotò attraverso l’acqua con le fiamme ancora vive sul capo. Le Donnole allora chiamarono gli Uccelli del Tuono perché facessero piovere in modo da spegnere il fuoco rubato da Coniglio.

Per tre giorni la pioggia cadde violenta sulla terra e le Donnole erano sicure che non fosse rimasto alcun fuoco acceso oltre a quello nel loro sicomoro. Coniglio, tuttavia, aveva fatto un fuoco in un albero cavo e quando la pioggia fu cessata e tornò il sole, egli uscì e diede il fuoco a tutti gli Uomini. Da allora in poi, ogni volta che piovve, gli Uomini tennero il fuoco nei loro rifugi, e fu così che Coniglio portò il fuoco agli Uomini.