Peyote erba sacra nativi

Peyote rituale sciamano

Il deserto del nord del Messico è luogo di magia, di miraggi e di illusioni, non vi cresce nulla che debba avere acqua in abbondanza per sopravvivere, le piante che vi dimorano mandano le loro radici in profondità per affondarle nelle sorgenti nascoste sotto strati di roc­cia e di sabbia e si coronano di spine per proteggersi dai pochi animali al pascolo oltre che per evitare inutili dispersioni di acqua tramite l'avaporazione. In questo altopiano spaz­zato dal vento, bruciato dal calore in estate, tagliato da venti secchi e gelidi in inverno qualsiasi cosa può venir fuori. Gli Indiani vivevano in questo deserto già molto tempo prima che gli Spagnoli dessero al territorio il nome di et jornado del muerto, la strada del morto e ancora ci vivono. Fisicamente sono piccoli come tutti coloro che devono sopravvivere con limitato apporto di cibo e di acqua, ma le loro fibre sono tenaci come il cuoio, la loro vista non trova confini, come la striscia dell'orizzonte intorno a loro.

peyote rito sciamano

Peyote fiorito

La piatta terra sembra non aver fine, finché precipita in un burrone profondo centinaia di metri o  spaccature della roccia che si impennano verso il cielo nei picchi della Sierra Madre. La gente in grado di superare facilmente questi disagi, entrando nei canyons a dorso di mulo , arrampicandosi sui fianchi delle montagne e camminando attraverso la pianura senza fine da pozzo a pozzo , questa gente può fare molto, come correre a volontà per sessanta chilometri o più , controllando la pressione arteriosa e rallentando il battito cardiaco durante la corsa, può sopravvivere con pasti di fagioli mesquite e con le piccole prede che l'ambiente può offrire, può persino concepire e coltivare i milpas, quei piccoli appezzamenti di terreno arido che sono il supporto dell'orticoltura del Nord-America: granotur­co, fagioli e zucche. I Tarahumara, gli Yaqui e gli Otomi del deserto set­tentrionale di Sonora e delle montagne, sono le tribù i cui nomi sono più familiari ai cittadini degli Stati Uni­ti. Tornando al Peyote, chiamato anche Peyute, non si sa bene da quale tribù originariamente derivò la leg­genda di come la pianta e l'uomo si incontrarono quindi è difficile dare indicazioni precise, giacché tutte le tribù di oggi la narrano ma presumibilmente la storia deve essere arrivata dal sud, perché è ed è stata a lungo narrata dai popoli Aztechi della grande valle centrale del Messico.

descrizione peyote sacro

Descrizione Peyote

 La leggenda del peyote

"La rivelazione giunse attraverso il sogno di una donna. Ella si era smarrita allontanandosi dalla sua tribù, così si narra. Era stata lasciata indietro dal gruppo di uomini cacciatori e di donne raccoglitrici di radici ed aveva dato alla luce un bambino. In alcune versioni del­la leggenda si tratta di un maschio, in altre di una fem­mina. Oh, se la tribù si fosse trovata al villaggio! Là ci sa­rebbero state le altre donne a badare alla madre e al bambino, a spargere cenere sul cordone ombelicale ta­gliato , a portare alla madre la pappa tiepida e senza sale di granoturco. Qui ella era sola. Recise il cordone ombelicale con un coltello di pietra che teneva alla cin­tura, quindi giacque senza forze sotto un basso cespu­glio ricco di foglie, guardando le poiane volteggiare so­pra di lei , piombare giù e librarsi sempre più basse ad ogni battito delle loro grandi ali nere . In preda al terrore la donna udì una voce parlarle: «Mangia la pian ta che cresce accanto a te; questa sarà vita e benedizione per te e tutto il tuo popolo». Debolmente la donna volse il capo verso terra. La sola pianta in vista, di fianco al cespuglio che la ripara­va era un piccolo cactus. Era senza spine e la cima si divideva in due lobi. Ella si trascinò verso la pianta che sembrava protendersi ad incontrare le sue dita , strappò il cactus, radici e tutto il resto, e ne mangiò la testa. Le forze le tornarono immediatamente. Si sedette e si guardò intorno. Era l' alba, il sole era proprio sul punto di sorgere. Sollevò il figlio al seno e lo nutrì. Poi , raccogliendo tanti cactus quanti ne poteva trovare e portare, si alzò e si incamminò. Qualcosa di meravi­glioso deve averla guidata, poiché la sera si era ricon­giunta con il grosso della sua gente. La donna portò le piante allo zio, il fratello della madre. Questi era un uomo di grande saggezza ed era molto rispettato dal suo popolo. «Questa è una vera be­nedizione - sentenziò lo zio quando udì la storia della donna - dobbiamo darla a tutta la nostra gente»."
Peyote

cactus peyote sacro

Peyote sfiorito

Così nel deserto messicano cominciò l'uso sacramentale di quella che è stata chiamata "la radice diabolica" (in questo caso quasi certamente ha derivazione cristiana vista l'ottusità della Chiesa), "la chiave della porta dell'illusione" , la "pianta sacra" e la "droga che ti porta al piacere" , "uomo". Botanicamente, la pianta è conosciuta come Lophophora williamsii Lemaire, pur avendo moltissimi altri nomi, ma il più diffuso e il meglio conosciuto è peyote, dalla parola azteca peyotl. Si sa che il consumo di peyote e le varie cerimonie associate con esso erano diffuse in una vasta area del Messico già in epoca pre-colombiana. Secondo i quattro codi­ci aztechi esistenti, o libri di papiro sulla religione e sui tributi, il peyote era una delle offerte fatte alle divinità nei templi aztechi, dove la pianta era consumata ritual­mente dai sacerdoti. In altre parti del Messico il peyote veniva mangiato durante le cerimonie da chiunque lo vo­lesse, ma veniva mangiato raramente dalle donne.

Come accade ad ogni altra religione anche la reli­gione del peyote, diffondendosi, cambiò caratteristi­che raccogliendo nuove preghiere, nuovi significati e interpretazioni e nuovi arredi sacri, in essa si svilupparono i propri scismi, ed entrò in contrasto con la legge. Come il cri­stianesimo mediterraneo, il credo del peyote ha spesso lottato duramente per sopravvivere agli attacchi politi­ci, come il giudaismo, si è sviluppato come cultura sot­terranea o è stato relegato nei ghetti alla stregua di moderni ebrei. La religione del peyote come la conosciamo oggi negli Stati Uniti, «quella pidocchiosa Chiesa Nati­va Americana», come un ufficiale federale ebbe a chia­marla è in continuo cambiamento, visto l'instaurarsi di pro­cessi e tensioni interne al movimento, ma si sta ancora diffondendo. La situazione legale del peyote varia da stato a sta­to negli Stati Uniti, infatti alcuni stati ne permettono l'uso come sacramento religioso, mentre altri no. Uno degli allucinogeni suoi simili, l'LSD , è stato provato nel tratta­mento di certi disturbi emozionali. Il peyote allo stato naturale è mangiato, come il ra­fano, mai fumato, sebbene fumare offerte di tabacco sia parte di una cerimonia del peyote, questo fatto ha probabilmente dato origine alla erronea credenza po­polare che il peyote si fumi. Infatti il peyote naturale, fresco o secco, non potrebbe in alcun modo essere fu­mato, semplicemente non brucerebbe. Come in molti altri eventi della storia indiana, la storia del peyote è inestricabilmente connessa con la vita di due uomini: Quanah Parker, un capo comanche mezzo sangue e James Mooney, etnografo dello Smith­sonian Institution di Washington , D.C..

Quanah Par­ker introdusse la religione in quella regione che è at­tualmente l'Oklahoma occidentale, l'influenza sua e dei suoi successori è presente nelle forme contempora­nee di peyotismo delle pianure. L 'influenza di James Mooney fu meno personale, ma più estesa e legale. I peyotisti hanno sempre dovuto lottare contro gli attacchi alla loro fede da parte dei non credenti, l' at­tacco più serrato è sempre stato condotto dal governo degli Stati Uniti. Quanah Parker e i suoi seguaci affron­tarono William E. «Pussyfoot» Johnson e altri sceriffi statunitensi, mentre oggi gli attacchi sono lanciati per il governo dalla sezione federale narcotici (Federai Narcotics Bureau), dalla commissione statunitense per la vita selvaggia (U.S. Wild Life Commission) - che protegge gli uccelli e le loro penne - e dalla polizia locale e di stato, altri oppositori della religione del peyote sono le varie chie­se ufficiali cristiane e indiane che non approvano que­sta religione. Come si può vedere, ancora oggi, nonostante cisi trovi nell'anno 2013 i nativi americani non sono liberi di praticare le loro culture tribali senza dover per forza spiegare il perché a sedicenti controllori morali pseudo legali. Questo scritto non vuole assolutamente invogliare nessuno dall'assumere il Peyote ma è stato redatto solamente a scopo puramente informativo e divulgativo. La legge punisce il possesso, lo spaccio e l'uso di sostanze non autorizzate legalmente.