Cavallo Pazzo

Nativi Americani famosi Cavallo Pazzo

Tashunka Witko degli Oglala

Nato a Fiume Rapid (nel 1844)
Morto a Camp Robinson (5/9/1877)

Venne educato fin dalla più tenera età come il migliore dei guerrieri tanto che riuscì a partecipare alle battaglie dei Corvi, degli Shoshoni e ad altre tribù che erano nemiche della sua dei Sioux. Dimostrò sempre un grande coraggio nelle azioni di guerra, rapido come un fulmine in groppa al suo pony riuscì a salvare anche personaggi famosi e importanti appartenenti alla sua razza come ad esempio il capo Hump che si trovò in grosse difficoltà durante la battaglia contro i Gros Ventres.

Nativi Americani famosi Cavallo Pazzo

Nativi Americani famosi Cavallo Pazzo

La storia riporta una versione del motivo che gli dette anche il nome di Cavallo Pazzo che asserisce come possedesse un comportamento simile a quelle di un nobile destriero mentre Fielder sarebbe già stato portato da suo padre: Cavallo Pazzo venne descritto come un uomo dall'aspetto molto gradevole con una altezza fuori dall'orinario bello quasi come un dio greco, ma che possedeva anche cultura ed educazione perché si comportava sempre in maniera controllata e gentile, in pratica ra nato per diventare un capo. Fu tanto controllato e gentile che Cavallo Pazzo non tolse mai uno scalpo da un avversario, non indossò mai vestiario fastoso che era quasi una norma per i capi o anche il copricapo fatto di penne, così come non partecipò mai a balli o feste, non facendosi mai fotografare o ritrarre in qualche disegno, per questo motivo non rimangono immagini sue, l'unico capo indiano che di cui non si hanno immagini questo tra l'altro ha fatto nascere una aura di mistero nei suoi confronti.

Nella coscienza degli Americani, Cavallo Pazzo aveva spinto il capitano Fetterman e la sua orda di cacciatori di scalpi Sioux incontro al loro meritato destino facendo uso dell'intelligenza e da quel momento l'esercito americano cercò continuamente di catturarlo e ucciderlo ma senza nessun successo. Nel giugno del 1876, nell'accampamento delle tribù riunite sul fiume Rosebud contro i bianchi, si svolse una grande cerimonia per propriziare la vittoria denominata  Danza del Sole, nel bel mezzo della quale Toro Seduto ricevette una visione dove indiani e soldati cadevano nell'accampamento e il Grande Spirito che consegnava i soldati nelle mani degli indiani: la notizia di questa visione diede la spinta a tutti gli indiani che ebbero la meglio sul generale Crook nella battaglia che seguì, il quale non solo sottovalutò le forze nemiche ma non si preoccupò di avere di fronte uno stratega geniale.

Che il generale Crook arrivasse in quel luogo era parte di una manovra ideata dal generale Sheridan per chiudere in una morsa e annientare gli indiani, spinti a sud dal generale Crook, a nord-ovest dal generale Gibbon e a nord est dal generale Terry ma la scelta dei tempi risultò completamente sbagliata perché nei giorni seguenti ebbe luogo una battaglia tra gli indiani e il solo generale Crook. Gli indiani incitati dalle visioni di Toro Seduto e spinti dal capo Cavallo Pazzo Sioux e Cheyenne combattevano con un entusiasmo quasi ossessivo che terrorizzò Crook:

"Seguitemi, seguitemi! Oggi è un buon giorno per morire!"

Così Cavallo Pazzo incitava alla battaglia mentre i soldati di Crook non avevano il coraggio dei nativi: il combattimento si prolungò per il giorno seguente e alla sera gli indiani giunsero al loro accampamento a Reno Creek facendo subire una sconfitta che passò alla storia al Governo americano mentre Cavallo Pazzo scrisse il suo nome negli annali degli eroi. I soldati con il loro smisurato orgoglio cercarono di rivalersi nei riguardi dei nativi ma senza riuscirci nessuno sopravvisse dei bianchi. Rain-in-the-Face, un capo Hunkpapa, parlò del ruolo avuto da Toro Seduto:

"Toro Seduto, dopo aver fatto pratiche propiziatorie sul pendio di una collina, ci tenne un discorso, raccontandoci che gli era apparso il Grande Spirito a cavallo di un'aquila e gli aveva predetto che sarebbero arrivati i soldati, ma che gli indiani li avrebbero cancellati dalla faccia della terra. Le sue parole riempirono di gioia i nostri cuori. Il giorno dopo arrivarono le nostre spie e annunciarono che i bianchi stavano arrivando. Toro Seduto ingannò gli Scouts Ankara, facendo costruire alle donne tende vuote all'ansa del fiume, poi si ritirò a pregare per la vittoria e si presentò di nuovo solo a battaglia terminata."

Un altro testimone oculare raccontò di Cavallo Pazzo:

"Cavallo Pazzo saltò sul suo cavallo Pinto con gli occhi lampeggianti, con le penne rosso brune dell'avvoltoio, il suo spirito protettore, sul capo. "Hop, avanti!" gridava."

Dopo che tutti i soldati americani vennero eliminati insieme a Custer Toro Seduto metteva in guardia gli indiani dall'attaccare nuovamente i soldati:

"Davanti a noi ci sono due possibilità: spingerci a nord, nel paese della regina Vittoria, o a sud, nel paese degli Spagnoli. Altrimenti le nostre ossa diventeranno bianche come quelle dei bufali, nella prateria... Dobbiamo andarcene prima che i bianchi ci annientino!"

mentre Cavallo Pazzo gli rispose:

"Abbiamo sconfitto i soldati due volte e non basta mai. Non vi è salvezza per noi se fuggiamo, perché se un giorno le Giubbe Rosse ne avranno abbastanza di noi, dovremmo tornare indietro. Io rimango nel mio paese, qualsiasi cosa accada."

Toro Seduto si ritirò in Canada mentre Cavallo Pazzo sulle montagne di Big Horn. Nell'estate del 1876 l'esercito americano voleva avere vendetta per questo percorse in lungo e in largo la zona delle Black Hills sterminando tutti quelli che trovava, che fossero colpevoli o meno dell'azione dei Sioux, agendo con crudeltà inimmaginabile nei confronti degli indiani. Nonostante la buona volontà dei Sioux e i tentativi infruttuosi dei loro rappresentanti di ottenere la pace che non venne mai rispettata dai responsabili americani, la guerra venne persa dalla tribù: nonostante si arrese Cavallo Pazzo mantenne la coscienza di sé e la sua innata dignità e, al contrario di molti altri capi non pensò mai di dover assumere un comportamento sottomesso e strisciante nei confronti dei bianchi per questo motivo dovette affrontare sia l'invidia dei suoi fratelli appartenenti alla tribù o di altre, ma anche di quella dei bianchi che non vedevano di buon occhio un comportamento che non portasse a una ulteriore umiliazione personale...Cavallo Pazzo era un grande uomo oltre che un grande indiano. Egli disse:

"Non ero nemico dell'uomo bianco. Di tanto in tanto alcuni miei giovani guerrieri aggredivano gruppi di Corvi o di Arikara, ma spesso erano loro ad attaccarci. Ci nutrivamo di carne di bufalo e ci vestivamo con le loro pelli, la caccia quindi aveva un posto privilegiato nella nostra vita, come del resto le discordie e le liti nei periodi di fame nelle riserve. Ma Grey Fox non si fermò ne per il freddo, ne per la neve e distrusse il mio villaggio.

Noi saremmo morti tutti per la fame e per il freddo se non avessimo preso i nostri cavalli. Poi venne Long Hair Custer e fece la stessa cosa. Si dice che lo abbiamo massacrato, ma lui avrebbe massacrato noi se non ci fossimo difesi. Il nostro primo pensiero fu quello di fuggire con donne e bambini, ma eravamo così lenti che fummo costretti a combattere... Grey Fox mandò altri soldati, che circondarono il mio villaggio. Ero stanco di combattere. Desideravo essere lasciato in pace, per cui aspettai che arrivassero e di notte raggiunsi l'agenzia di Coda Maculata, mentre le truppe si avvicinavano al mio accampamento. Touch-the-Clouds sa bene che mi fermai tranquillamente da Coda Maculata. L'agente mi disse che avrei dovuto prima parlare con il comandante bianco delle Black Hills. Sotto la sua protezione mi presentai disarmato ma, anziché lasciarmi parlare, tentarono di imprigionarmi e, quando tentai di fuggire, un soldato mi ferì con la sua baionetta."

Purtroppo questo grande guerriero morì in una maniera tragica per via di un intrigo orchestrato dai i visi pallidi: il luogotenente Clark, rappresentante del generale Crook, volle che Cavallo Pazzo e i suoi venissero asserviti all'esercito come Scouts nella guerra contro i Nez Percé e il loro coraggioso capo Joseph. Cavallo Pazzo rifiutò questa assurdità ma le urla e le minacce del furioso Clark lo costrinsero alla fine a dare il suo consenso. Frank Grouard, un interprete mezzosangue, con una traduzione del tutto opposta, anziché "Nez Percé" tradusse "uomo bianco" causando molto trambusto e ira anche se un altro interprete subito corresse l'errore.

Cavallo Pazzo lasciò la riunione mentre regnava la massima confusione dove si pensava che Cavallo Pazzo stesse organizzando l'assasinio del generale Crook che appena lo seppe, mise una taglia di cento dollari sulla testa di Cavallo Pazzo. Quella stessa notte Cavallo Pazzo lasciò l'agenzia per accompagnare sua moglie Black Shawl all'agenzia di Spotted Tail, accompagnato da alcuni fedelissimi, per farla visitare dal dottor McGilly-cuddy, un medico di cui si fidava. Coda Maculata e il capitano Lee che era il responsabile dell'agenzia dei Brulé, andarono a ricevere cavallo Pazzo per riportarlo indietro. Dopo aver trattato a lungo, Lee diede la sua parola che a Cavallo Pazzo sarebbe stata data la possibilità di esporre le sue ragioni al generale Bradley, comandante di Camp Robinson, mentre Black Shawl rimase sotto la protezione dei suoi parenti per ricevere le cure mediche necessarie.

Cavallo Pazzo torno indietro e fu intercettato e fatto prigioniero da Scouts indiani in uniforme, che lo arrestarono. Bradley rifiutò di parlare con il prigioniero, nonostante le insistenze di Lee; Cavallo Pazzo fu buttato in prigione e la porta si chiuse rumorosamente alle sue spalle e, in quel momento, si rese conto della sua condizione, lui che per tutta la vita aveva lottato per la libertà. Disperato estrasse il suo pugnale e cominciò a sferrare fendenti intorno a lui, colpendo Little Big Man, un suo vecchio compagno di lotta, divenuto un traditore. Subito dopo due scouts Brulé tennero fermo il furibondo capo e una sentinella lo trafisse alle spalle con una baionetta. Colpito gravemente. Cavallo Pazzo cadde a terra, fu trasportato nell'ufficio del generale Bradley ( era infatti stato proibito di riportarlo nella sua capanna) dove, avvolto nel suo mantello insanguinato, cadde in preda ad allucinazioni. Il suo migliore amico, il capo Minnecoujou Touch-the-Clouds, vegliò il moribondo; verso mezzanotte arrivò suo padre e cantò il canto funebre accanto al letto di morte di suo figlio il grande capo Cavallo Pazzo lo vide e lo salutò con amore per poi passare a miglior vita nel paradiso dei giusti che nessuna religione cattolica potrà mai promettere senza mentire.

I suoi genitori portarono, il mattino seguente, le spoglie del loro figliolo in un luogo segreto in montagna e lo sotterrarono. Mai il piede di un uomo bianco avrebbe dovuto sporcare la sua tomba. Poco tempo dopo l'assassinio si venne a sapere, per merito del capitano Lee, che Crook e Bradley avevano avuto ordine dall'alto di catturare il capo in qualsiasi modo e di trasportarlo, il più rapidamente possibile, a Dry Tortuges, in Florida. Qui, nella terra del grande eroe di guerra Osceola, caduto in mano americana in seguito ad un tradimento simile, il grande generale Oglala avrebbe dovuto rimanere prigioniero per tutta la vita. La sua morte prematura gli risparmiò almeno questo atroce destino!