Sioux in guerra per oleodotto

Protesta sioux contro oleodotto

Tribù Sioux del Nord Dakota combatte contro lobby

Una tribù Sioux del Nord Dakota combatte contro la volontà di una compagnia lobbista che vuole costruire un oleodotto sulle terre sacre che appartengono per legge alla loro tribù.

Guerre indiane moderne

Come antichi guerrieri Sioux, una tribù sta combattendo a cavallo contro la volontà egemonica di una Società del Petrolio, che contro ogni regola e sapendo usare le leggi a proprio vantaggio, ma andando contro la morale comune, vuole senza mezzi termini costruire un oleodotto sulle terre sacre di una tribù Sioux del Nord Dakota.

"Questa è la nostra terra" sarebbe la frase più usata da questi eroi dei nativi americani moderni, e come dargli torto? La storia si collega alla volontà della società Energy Transfer partners, Texax, di costruire come detto prima un oleodotto del costo che si aggira sui 3,7 miliardi di dollari, un ghiotto affare per chi commercia "l'oro nero", nonostante il suo prezzo si sia ribassato nel corso degli ultimi anni.

Giovani Sioux protestano contro azienda petrolifera americana

Giovani Sioux protestano contro oleodotto 

Le ragioni della protesta sono inerenti al fatto che un oleodotto con lunghezza pari a circa 1.900 chilometri, in caso di perdite di greggio, porterebbe a disastri ambientali inenarrabili che poi nessuno potrebbe mai risolvere, oltre al fatto che questo impianto passa proprio sulle terre delle tribù native che, a dirla tutta e portando il mio punto di vista, si sono già viste oltraggiate e derubate di tutti i loro diritti nel corso della storia degli USA.

Arresti tra nativi Sioux e ambientalisti

Insieme alla tribù di indiani a protestare ci sono anche gli attivisti ambientalisti della regione, che aiutano cercando di bloccare i cantieri, invadendo le strade adiacenti, e presidiando la zona. I nativi sono addirittura arrivati con le loro tende per prepararsi a una lotta che risulta fin da ora essere molto dura e che durerà molto a lungo.

Al momento, quello in cui scrivo, ci sono stati più di 20 arresti. Lo sceriffo Kyle Kirchmeier (il coglione del luogo) ritiene che la protesta sia illegale, mentre il governatore Jack Dalrympe ha dichiarato lo stato di emergenza evocando rischi per la sicurezza pubblica. Le forze dell’ordine hanno eretto una barricata sulla strada principale che porta al cantiere. Ma in un’occasione hanno dovuto battere in ritirata dopo essere stati accerchiati dagli indiani a cavallo che lanciavano urla con la mano davanti alla bocca.

Protesta ad oltranza contro oleodotto

La compagnia petrolifera ha citato il capo tribù oltre ad altre persone di rilievo della società nativa, accusandoli di bloccare i lavori e minacciare gli operai. I Sioux, la più famosa tribù indiana del Nord America, assicurano che la loro protesta è pacifica e sottolineano che nel loro accampamento sono vietate armi, alcol e droga, cosa che non credo si possa dire per gli uomini della società Energy Transfer partner..

Come sappiamo i bianchi , con i nativi americani, si sono sempre comportati da pezzi di merda... basta studiare la storia, che riporta dei mille sotterfugi che i bianchi adottarono per fregare (letteralmente) le terre ai nativi per poi accampare o finte scuse o la promessa di nuovi patti, disattesi immantinente...

Come sempre, la compagnia petrolifera asserisce che l'oleodotto porterà milioni di dollari nell'economia locale, peccato che si dimentichino che questi milioni li vedranno solo i soliti noti, ovvero i politici corrotti (bianchi), i dirigenti della compagnia stessa, e forse qualche briciola verrà elargito alla massa popolare giusto per dare il contentino ai poveri nativi che continueranno a vivere in povertà derubati nuovamente di un loro diritto, oltre che delle proprie terre.

Il popolo Sioux locale, comunque, nega ogni accusa di non avere prove che l'oleodotto danneggi o possa farlo, qualche sito storico dei nativi, ma aggiungono che l’arma del Genio, deputata a dare il via libera ai lavori, non ha fatto un adeguato controllo culturale e storico prima che venissero concessi i permessi federali. Le guerre nelle praterie continuano, nonostante i bianchi si siano ormai presi quasi tutto..... e ancora i nativi continuano ad amare la bandiera americana... 

Aggiornamenti:

Da quanto riporta un post dell'ANSA Italia il 9 settembre, un giudice federale ha stabilito che il progetto inerente il motivo delle proteste dei Sioux del Nord Dakota, ovvero l'oleodotto che dovrebbe attraversare ben 4 stati americani, passando anche sulle terre sacre delle popolazioni native americane, andrà avanti senza ostacoli.

Il progetto costerà 4 miliardi di dollari, pagati dai colossi energetici americani, ma che continueranno a trovare come ostacolo non solo le tribù degli indiani americani ma anche molti americani e le associazioni ambientaliste che cercano di fermare i lavori, anche a rischio della propria incolumità perché , come ben sappiamo noi ma ancora di più le popolazioni indiane americane, le forze di polizia sono sempre dalla parte dei forti e delle lobby, che evidentemente pagano bene sotto banco!!!

Un oleodotto di duemila chilometri che passa per riserve e terre protette, non può, in caso di perdite, non provocare disastri ambientali!!! Ed è questo ciò che cercano di portare alla luce anche le associazioni ambientaliste oltre che le tribù interessate dal problema.

Agli occhi dei Sioux i lavori di questo oleodotto, sono una profanazione delle terre sacre degli avi, situate in quelle terre nelle praterie dove generazioni di loro antenati vissero, cacciando bisonti e trovando la sepoltura che meritavano, nelle LORO terre.


Fonte:

ansa.it