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Nel sud ovest si sono eseguite sculture fin dalla preistoria, quelle antiche popolazioni incidevano le pietre tenere e statuette in pietra, legno, una sorta di carta e conchiglia, erano comuni nel periodo Anasazi: è stato rinvenuto un montone Hokoham in pietra che forse era una spatola o un oggetto destinato ad uso cerimoniale. Una forma di scultura ancora diffusa sono i feticci Zuni ricavati dai minerali e dalle pietre semi preziose. Le statuette di animali rivestono una grande importanza in questa area culturale, essendo usate dalle società di cacciatori e facendo parte dei fagotti di medicina.

Scultura legno nativi americani madre

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Scolpiti nel turchese o nell'arenaria, questi feticci sono di solito di piccole dimensioni, per essere trasportati e nascosti con facilità: molto spesso presentano fasci di salvia o di penne legati attorno al corpo, oggi esercitano grande richiamo sui turisti. Una delle perdite più rilevanti nel corso del primo periodo spagnolo fu la scomparsa dei kachina, gli dei mascherati, spariti dai pueblo del Rio Grande, sebbene siano ancora presenti presso gli Zuni e gli Hopi. Negli ultimi secoli molte piccole immagini dei sacri kachina sono state realizzate in legno di pioppo dagli Zuni e dagli Hopi. Nell'Ottocento i kachina Zuni indossavano abiti veri di stoffa e di cuoio, mentre quelli Hopi venivano scolpiti direttamente nel legno, inoltre i kachina Zuni sono più alti e muniti di arti mobili. Attualmente, non esistono quasi più differenza fra kachina Hopi e Zuni e la situazione è ulteriormente confusa dal fatto che fino dal 1985 anche i Navajo hanno cominciato a produrli per la vendita ai turisti.

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Per gli Zuni e gli Hopi, i kachina compaiono per benedire o punire le persone, è importante sapere quale si sta osservando e così le bambole sono realizzate per insegnare a riconoscere ad invocare questi personaggi particolari. Ciò è in special modo vero per le ragazze, poiché i maschi imparano a conoscerli nei kiwa. Le bambole kachina di produzione contemporanea possono risultare anche assai elaborate, ma un secolo fa tendevano ad essere relativamente semplici. Tuttavia sono sempre state ricercate dai collezionisti perché mostrano in modo tangibile la ricca vita religiosa dei Pueblo. In passato, semplici bambole kachina in legno venivano regalate ai bambini Hopi come primo giocattolo; la madre di tutti i kachina, Hahay'iwuuti, era appesa sopra le culle perché portasse buona salute al neonato. Attualmente la bravura tecnica di tutti gli scultori si è affinata e in massima parte la produzione di kachina è destinata alla vendita.

Ci sono molti kachina e alcuni appaiono stagionalmente, se trascorrono sei mesi con gli Hopi, i kachina portano loro pioggia e prosperità. Ogni kachina possiede attributi particolari e impercettibili differenze nel costume. Per tutti i Pueblo è fondamentale che i kachina non scompaiano e la loro raffigurazione è un sistema per ricordare alla gente che cosa sono, quali funzioni ha ciascuno di essi e soprattutto chi è il popolo Pueblo.

Oltre ai kachina, gli scultori realizzavano poste per scommesse e giochi, preparavano e dipingevano bastoni cerimoniali e creavano statuette destinate a diventare parte della transenna dell'altare kiwa. Per le danze delle donne, gli artigiani preparavano e dipingevano tablitas o copricapi piatti. Nel corso della danza della farfalla o della danza del granturco, erano di uso numerose e diverse tablitas. Un'altra forma di artigianato Apache nel corso dell'ultimo secolo era la manifattura di camicie ed abiti di cuoio ornati di frange.

Altare danza del serpente nativi

Altare danza del serpente

Questi indiani conciavano intere pelli di cervo o di antilope, poi le tagliavano a frange o le perforavano con buchi tondi o quadrati per creare motivi ottenuti con le piccole porzioni asportate. Il cuoio poteva esser colorato e decorato con conchiglie o penne per renderlo più bello e/o attribuirgli poteri magici protettivi. Nelle collezioni dei musei si osservano bellissimi esempi di abiti e borse da sella.