Lavori intreccio nativi americani

Cesti lavori artistici indiani America

I lavori di intreccio dei nativi americani sud orientali rappresentano forse l'unica produzione artigianale mai interrotta dal passato preistorico ai nostri giorni. La canna di fiume (Arundinaria tecta e Arundinaria macrosperma) è la materia prima preferita per l'arte dell'intreccio, tagliarla e lavorarla è difficile e faticoso, ma le donne non rinunciarono mai alla sua tipica lucidità in favore di materiali più flessibili e facili da trattare. Anche l'abbondanza contribuì probabilmente alla sua larga diffusione, perché per rifornirsene le donne indiane non erano costrette a ricerche laboriose lontane dall'accampamento. Per preparare le stecche, il fuso viene spaccato nel senso della lunghezza: se ne ottengono di solito quattro.

Tribù Chitimacha cesto lavorazione

Intreccio tribù Chitimacha

La lucida pellicola esterna è poi separata dalla fibra sottostante ruvida, infine, l'interno viene liberato da ogni residuo fibroso e tagliato per il lungo al fine di ottenere stecche di larghezza uniforme. I famosi canestri Chitimacha presentano stecche di canna particolarmente sottili e delicate, già un successo in sé. Le donne ricorrono essenzialmente a due tecniche di intreccio – a scacchiera e in diagonale – entrambe già usate in epoche preistoriche. Nella prima, un certo numero di stecche viene sistemato ponendone una accanto all'altra per ricavare l'ordito; le stecche della trama sono poi inserite, una alla volta, sopra e sotto, ad angoli retti, fino a formare una struttura di base. Poi tutte le stecche vengono girate in su per formare i lati.

La lavorazione in diagonale è una tessitura in cui ciascun elemento della trama è tessuto su due o più stecche di ordito ad angolo obliquo. L'aspetto più difficile della tecnica, e quindi che richiede maggior abilità, è la preparazione dell'armatura diagonale doppia, nella quale la trama gira sopra l'orlo per continuare all'interno del canestro, con questo sistema si producono i cosiddetti canestri a doppia tessitura. I canestri dei nativi sud orientali si distinguono per colore e decoro: le stecche di canna vengono colorate con tinture estratte dal noce nero o cinereo quando si vuole ottenere un bruno scuro o un nero, dalle radici di sanguinaria se si desidera il rosso o l'arancio bruciato, dalla sanguinaria canadese il marrone rossiccio, dal falasco rosso da scope il colore arancio, dalle radici di pino il giallo brillante.

Cesto Paiute tribù nativi

Lavorazione intreccio tribù Paiute

Un grande varietà di disegni geometrici o curvilinei è ottenuta variando la larghezza e il colore delle stecche e il numero dei giri sopra e sotto. Proprio per la complessità dei disegni, i canestrai più famosi del sud est sono le donne Chitimacha della Louisiana meridionale e i Cherokee della North Carolina: le prime intrecciano bande a disegni distinti e colorati che incrociano o piegano sull'intero canestro, le seconde preferiscono invece linee geometriche semplici, che formano quadrati, triangoli, rombi e croci su tutta la superficie. La produzione comprende piccoli canestri con manici, vagli per setacciare l'hominy (il granturco spezzettato), panieri, stuoie per sedere o dormire e tappeti murali.

La forma di canestro più degna di nota nel sud est è quella da carico: si tratta di manufatti grandi e solidi con le aperture svasate. Le donne li portavano sulla schiena con una cinghia di cuoio fissata ai fianchi e passante in diagonale sul petto o sulla fronte. Quelle dei Choctaw, dei Chitimacha e dei Creek fabbricavano anche canestri “a naso di mucca” o a forma di cuore: in pratica piccoli canestri triangolari particolarmente simili alle borse del complesso cerimoniale.